Rassegna storica del Risorgimento

FORESTI ELEUTERIO FELICE ; PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1928>   pagina <8>
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(Movanm Maiali
pò spesso un fanvfoitlQ' M quello del pensiero. Ah, perchè tanti dei nostri hanno valido il braccio e così debole il senno? i?ej(jhè non vo­gliono persuadersi che l'Italia, nelle presenti conginntÉtìJé'ou può essere liberata né colla bandiera neutra, uè colla bandiera rossa)? Va* glia Iddio che la catastrofe del fortissimo Pisacane serva di lezione agli amici suoi ! Uomini eroici, che sapete combattere e morire com­battendo, voi non libererete l'Italia colla baudierai republioaiiÉ* fcj repubblica nella Penisola sarà forse possibile fra un annOjJ'i-a sei mesi,... ma ora non lo affate di persuaderveue ;.-. T la conclusione di tutta' questa foga oratoria, di questo impetuoso ammonimento, qual'è? Pisacane a Sapri e Mazzini a Genova hanno réso un tristo servizio alla causa italiana... L'attentato di Genova è un vero par­ricidio !
Intanto, a consolazione della propria e dell'altrui amarezza, po­teva annunziare : In Torino i nostri amici non se ite stagno tizióS'i-Essi hanno costituito un Comitato Direttore che vieue ordinando É l'jirtito Nazionale Italiano in forma d'Associazione Nazionale Ita­liana... Un altro Gomitato, banditore delle nostre opinioni, si e co­stituito a Firenze. Le notizie della Toscana sono ottime . E.la fede gli dava un tale ardore che, trovandosi alla cura- di acque adi AM-les-. Bains (Savoja),'ad un dato punto di una sua, esclama : Peccato.' che queste acque non possano guarire quella brutta malattia che si chiama ses8cmtnnfawni!
Ma io ho bisogno di vivere ancora lan. decennio, e vivrò lo voglio Fortuna volle che- vivesse anche più di un ventennio.
Correndo Panno 1857 al suo secondo semestre,, l'ardente apostolo e patriotta purissimo Daniele Manin, logorato da molteplici acciac­chi e da un lavoro intellettuale ormai troppo intenso per là sua fibra indebolita- e sofferente, si spegneva; e, così veniva a mancare una delle più bèlle colonne basilari, la mente direttiva é geniale della Società Nazionale.
Ili dolore del Pallavicino fu immenso. Fu stordimento, e sarebbe stato abbattimento profondo e dannoso, se dalla sua fibra meravi­gliosa non avesse saputo riattingere nuova, inesauribile vigori a?
Nel frattempo, il La Farina veniva diventando la mente ordina-
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tricè, organizzatrice, attiva, feconda, molteplice, sapiente della So­cietà; e il Pallavicino, trovato il braccio destro adegnato, continuò a dare al sodalizio il prestigio del suo venerato nome e Q più che incondizionato suo sostegno, con un'attività gigantesca, sopratutto