Rassegna storica del Risorgimento

FORESTI ELEUTERIO FELICE ; PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1928>   pagina <9>
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Il fontìàtioiite Mita Società- naehnah *
di pensiero, e di studio, quale primo ideatore, fondatore e presidente della Society.
Verso la fine dell'anno, infuriando a Genova un ingiustificato-rigore eónjtró alcuni membri della emigrazione italiana ivi residenti, il Pallavicino deplorava il fatto, con l'amico; ma, poi, aggiungeva: Ma gli errori-del governo non devono: mettere la discordia nel campo liberale. Se noi ci dividiamo nelle presenti congiunture gli uni combattendo, gli altri difendendo il ministero stani perduti ! Per causa di che, perduti? Lo spiega subito dopo: I,clerica causa le discordie negli altri partiti, eletti in numero di una settantina, eonducevano una proficua propaganda, in tpa compattezza e disefU plSna mirabili. Il PallaviiGÉBk depreca la dappocaggine e la 'cecità? discordi lei campo liberale.
1 .clericali, cke si preparano alla battaglia parlamentare, coni--patti e diseipHuatissinii, otterranno una facile vittoria, e noi lamen--terjmio, ma troppo tardi, la nostra icecità la nostra dappocaggine*.
Il 29 dicembre, all'amico Foresti, da ragguaglio della definitiva costituzione della. Società., nella sua propria eaìs liaj dorino via Goito, n. T. vMendo egli nominato Presidente, Segretario il La'1--' rina. Cassiere D>rà, negoziante torinese! Poi, lamenta le discordie, che fanno ricordare tempi antichi nel campo liberale e addita i ter­ribili nemici' del movimento di emancipazione italiana, in Vienna e Roma.
Eccoci:- di nuovo ai bei tempi dei Guelfi e de' Ghibellini. E se i liberali non imiteranno i loro avversari, combattendo strettì, in falange, saranno facilmente sconfitti nell'imminente battaglia. Dio voglia che lo spirito di'jparte e lambMone personale non introdu­cano la discordia nel nostro campo! Se ci dividiamo, siamo perduti. Nói avremo la sorte dell'antico Laocoonte... I serpenti nostri si chiamano-;: Vtewrt e Roma.
Sta vigile e attento ad ogni buona occasione per affermare, con­solidare e propagare la Società. Sente che le Società operaie di Ge­nova vogliono romperla col Mazzini, E, allora, prega l'amico Foresti di vedere d'attrarle nel loro movimento, e lo incarica di rappresen­tare in Genova la Società e. ad esercitare 11IlJl benefica, influenza sopra la miglior parte di codesto popolo . Gli si raccomanda di promovere l'avanzamento della Società con tutti i mezzi dei quali pud disporre, avvertendolo, peraltro, di non far cosa che possa com-i prometterlo agli occhi del Governo americano, di cui il Foresti era: ambasciatore.