Rassegna storica del Risorgimento
TOSCANA ; GIURISDIZIONE
anno
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1928
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pagina
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44
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M
Antmtìo .PQturila.
1. Con ini nolo decreto del 2T gennaio lo0,t il Governo provvisorio dulia Toscana dichiarava <r. pjsolwte e perciò non altrimenti, eseguibili.: 1 la Convenzione conelusn .dal OoveJtwj, ptfuaducnle con la Coiste di Roma il 2 aprile 1851 e le (teolari e- igf.ru rio ili dell'anno stesso per la .escnione di diversi articoli della detta Convenzione; 2" i punti concordati tr esso-governo granducale e ki SanMiSedé nel dicembro lSosl approvati tasmzAuàiaeiiteTi 1 maggio 3S5f>. rido-nando così pieno vigore alle leggi e a Ile epnuetudiui del ditfÉfej pubblico ecclesiàstico toscano anteriori a'f5.-aprile 1851.
Tra i motivi addotti a giustificazione del provvedi mento, il ministro degli AHari ecclesiastici Vincenzo Salvagnoli, in una circolare dello stesso giorno, accenuavn anche a questo : eli:e= lai CkuMenaione e guitti i successivi accordi erano statai; saguairi da Leopobilo II non già/ nell'interesse: dello Staio,, ma contro l'interèsse doliti Stato e per aderire al sistema inaugurato dal Sverno pfcico di l'ai- concessioni alla sQorte romana, -11'eilfetto: di {perlai (eoniaria; t Éiovimetito dilazionale e favorevole alla" dominazione aiitriàèar ed.', ai principi da essa dipendenti .
Se queste parole del Salvagnoli si avvi inano a quelle cine- scrisse più tardiioMinni Baldasseroni, primo ministro di Leopoldo 11, narrando le vicende che condussero-al Concordato del 1851, troviamo che, a) prima vistày non cgraude contrasto tra < hi ÉL fautore dell'atto e cM lo anauillò; Scrive il Baldasseroni : A quegli nomini di Stato i tempi aipparivaniò taoito- cambiati e iepgftdizioni sociali venute a tal plinto càie era. orniaa; fntftiluogo il timóre che la (Miie-sa soverchiasse il Principato civile,laddove; benaltri .nemici, niii oacciando questo e quella e, insieme con loro, i fonda meni i dell'ordine e della Società., era saggio e prudente consiglio che i due poteri, lasciati lovecchi.,rancori e deposta un'emulazione senza motivo, unissero le loro lréjìse;i difesa, comittne -Xi Meoe il contrasto, a prima vista., non é ppréfóè .àudhe il Baldasseroni riconosce che all'accordo si giunse.' jpér lai necessità, d'una' comune difesa ; ierè:, egli aggiunge un motivo che implicitamente smentisce l'asserzione del Salvagnoli, di atto-compiuto contro l'interesse dello Sfato, dicendo ehe 1 templi erano oanvBia>ti ectonon esisteva più il peri<do di un predominio delia Oniesa sul potere civile. 1/illaKicftìe di frworire la; domi
ci 0ANNf rBMasEuum. : - Leopoldo U granduca il pòscnna. e i suoi iem -Uffeenze, .li?!!,: pp.