Rassegna storica del Risorgimento

TOSCANA ; GIURISDIZIONE
anno <1928>   pagina <46>
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46 Antonio (Wi
inserito un aerbla die lasciava, diporta la via. a successivi accordi . I plenipotenziàri incaricati di trattaivari fiali della ìesimioniì' relativa all'oggetto, hanno frattanto converiiffcó stilli artàMl -qtii appresso .
Da quel momento la Santa Sede non si lascilo sfuggire occa-sone per ottenere concessioni nuove ; ma le sole che potè conseguire furono quelle contenute ne!'; puniti Éonicordailii' nel 1854 poco noti perchè non furono inseriti nella raccolta .ufficiale delle leggi grandu­cali e neppure stampati, a quel che sembra, essendone stata limitata la comunicazione per lettera ai vescovi, agli arcivescovi e ai Prefetti del 0randucao> Da essi conviene rifarsi, perchè 4a essi origina il conflitto che, senza conseguenze gravi, rese però, men cordiali i rap­porti tra la Santa Sede e il Governo granducale quasi.alla vigilia della rivoluzione.
Premesso per maggior chiarezza dei nuovi -accordi che, nella Convenzione del 1851 era stato stabilito tra l'altro (Art. XIV), che l'amministrazione dei beni ecclesiastici, in caso di vacanza, era affi­data ad una Commissione mista di ecclesiastici e di laici presieduta dal Vescovo, ecco il testo dei Punti concordati e approvati dal So­vrano Pll maggio 1855 :
1. Che i beni dei monasteri delle claustrali passino in tutto il Gran­ducato nell' Amministrazione delle Commissioni miste, ritenuto che, * quanto alla nomina delli Operai, verrà seguitò* t Slvenia, adottato per la nomina delli Economi amministratori delle Mense vacanti.
Ohe i beni dei Conservatori restino sotto la dipendenza del Governo granducale nel modo attuale, ben inteso che rimanga Isfeew all' Ordinario V esercizio di ciò che V'incombe nella parte religiosa e morale. *
3. Che i beni delle Opere delle Metropolitane, Cattedrali . di tutt> le altre Chiese del Granducato, quantunque di fondazione ècclèsiastjièà) restino tutti indistintamente sotto V amministrazione elei! Stóer-no,, secondo i sistemi in vigore.
4. Ohe, ' apprezzandosi debitamente: da { A. I. e R. il desiderio esternatogli dal Santo Padre, che il sistema già adottato per le Opere della Primaziale di Pisa e della Metropolitana di Firenze, di dividere cioè le spese del culto da quelle della Fabbrica 'p 'Patrimonio delle Oper.e stesse* venga estéso amtólie afte altre Chiese del Granducato contemplate nel precedente articolo, presa per base delle occorrenti assegnazioni Ja media di un ventennio, non ha difficoltà la prefata A. S. di procedere il più sollecitamente che sia possibile ad una tale "separazione da essere effettuata nel periodo di un triennio.
fi. Ohe le Commissioni miste diano annualmente al Governo contezza