Rassegna storica del Risorgimento
TOSCANA ; GIURISDIZIONE
anno
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1928
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pagina
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50
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50 Antonio JPanvUa
ria dei Conservatori. 15 il Ministro toscano, perdurando nell'errore, a ribattere che non si poteva far eouf usioue tra i due tipi di istituti e non si poteva in buona fede ritenere che, (piando u parlato nei noti articoli di monasteri j psei'yalGH si potesse inteiideTe di parlare anche di ospedali e di altri asili ili beuef.ic.euza, in cui famiglie riunite dal Governo ej facenti parte di quelli stabilimenti, servono colla divisa religiosa all'unico scopo, cui sono essi consacrati . ù continuava impavido riferendo di aver notato piuttosto vivamente; eBsere assurdo il pensare che in un modo implicito e con un sottinteso così stiracchiato si potesse esser convenuti. in cosa che avrebbe tanin importanza per la Toscana, da metter quasi sottosopra l'edilizio delle sue istituzioni , (lett: del; 23- novembre).
E* probabile clte la Curia pontificia, giovandosi della inabilita del Ministro toscano, non fosse aliena dal riconoscere abusivo ì'ijn:-tervento dell'arcivescovo di Pisa nella nomina della Superiora; delibi Oblate, sé, nello stesso tempo, dal Governo granducale, per opera-del suo rappresentante diplomatico, venata accettato il suo punto di vista rispetto ai onservatorì con una implicita approvazione degli articoli proposti. Se non eke, a riinetterele coseìtotPordine, intervenne il Ministro dell'Interno, sgon una memoria del 25 noverili ire a quello degli Affari esteri. Ohe il Gabinetto di Boma diceva la memoria ammetta l'incompetenza dell'arcivescovo di Pisa nella nomina fatta, sta bene, e il G-o-verno, toscano è d'accordo ; ma questo non implica affatto che, se invece di un Istituto ospitaliere si fosse trattato d'un Conservatorio, l'aspetto della questione fosse diverso. La legislazione toscana non mai staifìa fejtà: vuole che la elezione di tutte le cariche ' ìjggageffitiÌffiÉ siano fatte dall'autorità civile senza alcun intervento di quella ecc-lesiasta,ca: a questa legislazioni nessuna innovazione Éeva portato il Concordato del 1851 e, recentemente,, il Governo, contro pretese avanzate dalla Santa glede, aveva esplicitamente dieli-iaiato:;iM ver tener fermo il gius esistente. Perciò la Legazione toscana di Boma doveva far rilevare come l'essenza o no della qualità di conservatorio in quell'Istitufo non vari punto la risoluzione da darsi alla pendenza medesima .
Il Ministro degli affari esteri, il 26 novembre, parafrasando'e riferendo in molti punti testualmente la memoria,: invitava espressamente il Bargagli a farsi interprete fedele del pensiero del Governo nell'interesse' dei principi che Ì Toscana ha. sempre professato (che adesso non vuol certo abbandonare Il Bargagli, mal soffe-