Rassegna storica del Risorgimento

MARINA
anno <1928>   pagina <54>
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Antonio Panello,
della Chiesa insegnante, diversamente mi si ammonisse o dispopfeue. Operando io con questa guida e con queste; convinzioni, V. A- vede che io non potrei decimare senza esporre a sicuro pericolo la eterna mia salute. Quindi è che,, ove non venga rassicurato iil mio spirito, non mi sarà possìbile tenere una via differente, fidalo nell'autorità che mi danno i SS. Canoni e, a mio modo di vedere, le stesse Convenzioni per rassicu­rarmi del libero: adempimento dei miei sacrosanti ed imprescindibili dovéri (l).
L'autodifesa del cardinale Corsi si risolveva in sostanza in un'autoaccusa. Egli confessava di avere per un certo tempo seguito nel suo ministero, episcopale il sistema di don Abbondio di manzo­niana memoria, non per viùla ma per non applicare le lèggi dello Stato, con la speranza che. esse fossero presto riformate. Ma il tempo era. passato ; le leggi eraaaO rjimaate ed egli si era trovato dinanzi lamenti e proteste che tacciavano la sua condotta di tirannia e poco meno che irreligiosa . Quando ogni speranza di accordo tra il Go­verno e la Santa Sede era svanita, egli, per uscire dall'intrigo in cui si era cacciato, invece di riparare alle omissioni passate con l'os­servanza della legge sempre in vigore, si era attenuto al disposto dei Sacri Canoni corroborato, secondo sua intelligenza, dagli.articoli concordati tra la S. Sede e il Governo. Frase equivoca quest'ultima, perchè se gli articoli già concordati avessero modificato, come egli pensava, quelle leggi, sarebbero stati inutili i nuovi negoziati, ed egli non avrebbe avuto bisogno di trascurare i suoi doveri episcopali, aspettando quelle convenzioni che non vennero.
Come abbia risposto il Granduca alla protesta del cardinale Corsi non m'è stato possibile scoprire (2). E' certo però che il'Eo> vrano era pienamente consapevole di quanto aveva operato il suo ministro; consapevole e consenziente, come risulta dal dispaccio del 16 dicembre del Ministro degli Affari Esteri al Bargagli, che era incaricato di darne partecipazione al Segretario di Stato del Papa. In quel dispaccio si legge fra l'altro :
Sul rapporto ufficiale ricevutone dalle competenti autorità di
Pisa e constatata l'esatta verità dei fatti denunziati, il Governo gran-
(1) Oarte Bianchi Bicasoli - Busta E, ina. E.
(2) Nello stesso inserto delle Oarte Bianchi Bicasoli, che contiene la lettera dell'arcivescovo di Pisa, si trovano alcuni appunti autografi di Leopoldo II, serviti evidentemente per la risposta--; ma la minuta della risposta non c'è.