Rassegna storica del Risorgimento
MARINA
anno
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1928
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pagina
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55
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ducale si è trovato nella necessità di proclamare altamente le sue Intenzioni, e di prendere un'attitudine atta a dimostrare' il suo profondo rincrescimento di tali abusi non meno che la sua ferma volontà di farli cessare
In seguito pertanto di un venerato ordine: -sovrano, il mio collega Ministro degli affari ecclesiastici ha indirizzato al Cardinale Arcivescovo Corsi la lettera che per ogni miglior fine qui .le annetto in copia, e che fa chiaramente palesi quali siano le vedute del: B,r GovEtìo, come egli giudichi la condotta del Cardinale suddetti,; h Come sia): irrevocabilmente deciso a non tollerarla.
Nelia pendenza dello spiacevole emergente si è da me recato l'In-ternunzio pontificio monsignor Franchi, e mentre egli mi avrebbe esternato disposMofii individualmente assai jfchianti, mi"ha però fatto intendere che, a senso suo, la disaggradevole impressione prodotta suU'ammo di Sua Santità dalla nota che io Le diressi a Bologna il 25 giugno decorso, non sarebbe stata senza influenza sugli ultimi incidenti da noi lamentati. Al che mons. Franchi ha aggiunto che questa disaggradevole impressione non era stata dissimulata da Sua Santità al Granduca, nostro Signore, nel suo passaggio per la Toscana nell'estate decorsa ; e che qualora il Governo toscano facesse sentire di essere, in qualche modo, disposto a modificare le idee enunciate nella nota suddetta, egli portava! opinione che ogni dissidio avrebbe potuto facilmente e con reciproca soddisfazione com-, porsi. A siffatta comunicazione io ho replicato che la mia nota del 25 giugno attendeva tuttora una replica ; che innanzi tutto bisognava che il Governo della Santa Sede vi rispondesse e che non era certo nelle condizioni presenti e nel concorso di tanti atti che sì giustamente ave-vano indisposto il . Governo Granducale, che il 'Governo istesso poteva procedere a non decorose concessioni.
"Ed avendo quindi reso contò di questa conferenza a S. A. 1. e R. il Granduca, nostro Signore, la prelodata Altezza Sua, approvando il linguaggio da me parlato a monsignor Franchi, mentre ha espresso il vivo suo desiderio di una amichevole conciliazióne, mi ha autorizzato a dichiarare che qualunque comunicazione verbale possa averle fatta recentemente Sua Santità rispetto alla più volte citata nota del 2*5 giugno, ciò non teneva né poteva tener luogo di risposta ; occorrere pertanto che, prima ài tutto, il Governo della Santa Sede vi replicasse nelle forme consuete e regolari : che ogni modificazione.1 della medesima ed ogni negoziato a ciò relativo era nelle presenti condizioni impossibile, .non permettendo la dignità del Suo Governo di trattare sotto l'influenza di atti aggressivi e manifestamente animati da spirito di prepotenza. Ha finalmente aggiunto la prelodata Altezza Sua di esser fermamente decisa a mantenere la maestà delle Leggi e il decoro del Suo Governo, dichiarando che, se una male; Intèsa, tenacità in .pretensióni (impossibile a trionfare nei suoi Stati porterà il presente dissidio a pubblicità scandalose, F/gli ne sarà dolentissimo ma, tranquillo nella sua coscienza, ne declina ogni responsabilità, rigettandola su chi, primo, ne è stato l'autore.