Rassegna storica del Risorgimento
MARINA
anno
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1928
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Antonio PancUa
Tutte queste importantissime cose io giudico convenic-nte w?t.aru a notizia dell' E. V. per sua norma e regola a soprattutto perette fèlla possa con i suoi autorevoli uitizi condurre a più concilianfi disposizioni il Governo della Santa Sede e indurlo ad una sistemazione della vertenza, di cui il Governo granducale sarebbe lietìssitaOi anpog-gJancTo quella ratiene che nel senso medesimo è mostrato inclinato a mterporrff questo Tnternunaàò Pontifìcio (1).
5. JJ Cardinale Antonelli, wÉitu In lettura del dispaccio fattagli dal Bargaglij cercò di difendere l'arcivescovo di Pisa, pretéstando questioni di interpretazione degli articoli concordati nel 1855 e non definite, e espresse il patere che convenisse riprendere le tsattafòtas e sistemare la vertenza sulle basi iniziate in lìnea di progetto fino dall'epoca del consigliere Bologna. Si voleva cioè iltoujre 3. pun di partenza, non tenendo in alcun conto le nuove proposte fatte dai ieno granducale con la nota del 25 giugno. Ma il BargagU rispose fin bisognava innanzi tutto replicare alla nota predétta, ehe a 3Mni*i pareva si volesse considerare come inesistente; dopo, sarebbe stato più facile riprendere le trattative (leti:. Bargagli del 19 dicembre).
Di fronte a queto:eontegèo rigido, la Santa Sede si decise ad accontentare il Governo granducale. La replica desiderata verni per mezzo delFInternunzio il 26 dicembre, ina non fu certamente quella che si aspettava. Monsignor Franchi parlava di sorpresa prò-d'optai a Roma da quella nota, nella quale si faceva bensì cenno delle ìpaMative iniziate col consigliere Bologna, ma non si parlava affatto delle intelligenze corse dall'una e dall'altea parte sull'affare controverso e solo si immettevano in campo proposi/ioni ed articoli che, o scrìtti nei veglianti regola nienti presentii ti confidenzialmente in altra epoca alla Santa Sede,, erano stati nella massima parte dichiarati inammissibili o non capaci di formare oggetto .(Ili una convenzione .. Quelle intelligenze - soggiungeva il Franchi non erano dirètte ad altro scopo che a chiarire alcuni, dubbi sul senso delle passate Convenzioni e dare esecuzione a quanto era stato in esse disposto, insomma, secondo l'Ini emiinzio;, non si trattava di nuove pretese, ma di date esecuzione agli 4SPdi <ve-mImM-, 13, ciò anche rispetto al Conservatori di Oblate che, un dal 183:5, per una convenzione col Granduca Ferdinando HI, dovevano essere sottoposti intéramente all'autorità dei Véscovi, IPlfle ora M, Governo avrebbe
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