Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; MARINA
anno <1928>   pagina <60>
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Amfirmio Pfmt'Ua
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Le polemiche della stampa e gli imbarazzi del Governo.
1. Prime avvisaglie della: polemica giprnalastie.a nella- torinese Ar-moniaji là fondazione d:1igÉQ di Fepte. 2. Le fallite speranze ÌQY occasione della venuta di Pio IX a Firenze- ;e ! prime intemperanze della stampa clericale; il monito al Giglio, la polemica ;cgp.l?Indépen-dence Belge, la sospensione del giornale : dolore e deploracene dell'Ar-I moniÉ-: - - La prima dispensa della Biblioteca civile dell'italiano con l'apologia' delle leggi di giurisdizione. Sj. la protesta deU'Internunzio apostolico e del Papa contro la wubblicazione : imbarazzi del Governasi: il monito ài'Compilatori della Biblioteca civile. .- 5. Timori in Francia di nuovi contrasti con la Chiesa in Toscana : la risposta del Granduca
Seppellita diploitfeènte, la questione di una riformai delle leggi leopoldine non era pesò finita. Continuava a. vivere; nelle pole miche della stampa, giungendo ad eccessi he costrinsero il Governo granducale a rimedi non ineuò enèrgici -di quelli adoperati di fronlfé ad Governo della Santa Sede.
Pietra, dello scandalo furono due giornali clèricaM, la -torinese Armonia e il Giglio di Firenze, col risultato di provocare una reazio­ne, dalla quale- furono ambedue in ondatamente travolti.
Tà.Trn.01<eeo delia, yjarte piò esaltata del temporalismo pieni on­tose mentre si riprendevano le trattative interrotte pei' la morte del Bologna, aslniuso aittéggiìinieni di mosca cocchiera, ora blandendo con carezzevoli lusinghe il governo toscani ioìra fustigandolo indi­rettamente, secondo il variare delle efeostanze, delle quali, per vile sconosciute, doveva essere sicura niente informata.
TI 29 aprilo 1857, lacondo un non equanime parallelo tra le cotu-dMoni, a suo giudizio rovinose det l*iemon è quelle felicissime dei> altri Stati italiani, sotto l'aspetto, inorale, politali. econoMe'iftidiesai-tava 1 governi Napotdi Roma, della Toscana, di Modica, del Lonibardovenefee,, Bela Toscana scriveva, che ìa rfàltoraìòne era im fatto compiuta, che gli auMe-!àÌW> tornati aS loro posti e LGran­duca difendeva sSfèss, ém le imanze :fello :Bp. erano ottimo, che di libertà ce n'era, quanto bastava, (irse troppa in fatto di stam­pa ), che il (Sweroo si comportava con indipendenza e dignità;, ohe 11