Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; MARINA
anno
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1928
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pagina
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62
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Ha Antonio Pe/iwtt
proprietario d'nnu tipografa epotavafareU deposito pveaadtto dalla legge ; perciò, a giudico del Delegato, non c'era motiv* eli negargli i'autorizzazione desiderata. A lui si. associavano come cull.bor*fàèi; due sacerdoti, Pietro Pillori addetto alla Bibliotèejà Magliabeehiana e Baragli cappellano della Metropolitana; inoltre Giuseppe Carboni, impiegato aU'UHicio del Telegrafo, e Ferdinando Gigli, maestro di scuola : tutte persone è sempre il Delegato che riferisce di spgfè ehiata probità.
Favorevole alla domanda del Brandelli fu anche il Prefetto di Firenze, a condizione che gli scritti di argomento religioso fossero assoggettati alla preventiva censura a forma di legge, cioè (possiamo aggiungere per essere più precisi) alla preventiva censura dell'arcivescovo di Firenze, a forma dell'articolo Ili del Concordato del 1851.
Un ultimo particolare. Quando tutto era fatto, il Birindelli chiese che gli fosse consentito di eseguire il deposito di seimila lire prescafe to dalla legge soltanto per un terzo in nome proprio e per due terza in nome di un certo Filippo Kossoni, console toscano a Tripoli di Barberia. Che dietro la'persona del Rossoni si nascondessero altri fu sospettato più tardi; ma non vi sono elementi sicuri per affermniio. La domanda del Birindelli contrastava con la precedente dichiara jione di essere lui solo proprietario del nuovo periodico e non si sarebbe potuta accogliere perchè l'obbligo del deposito spettava pè'ì* legge al proprietario e non ad altri; ma poiché lo stesso Birindelli aveva in parte modificata quella dichiarazione nel senso che egli era Sì direttore responsabile, non però unico proprietario, avendo costituito per la pubblicazione del periodico una Società in partecipazione col Bossoni, anche l'ultima difficoltà fu vinta e il 3 giugno 7/ QigUo di Firenze potè fare la prima apparizione (1). Era il primo giornale politico che aveva l'onore di veder la luce dopo la soppressione del regime costituzionale.
Ohi erano gli soffio ra SÉ nuovo periodico?-A sentir loro4 gio vani e oscuri . E quanto ai colore politico, noi mettiamo la Religione innanzi allo Stato e ci professiamo cristiani col Papa.... Ter principio, noi riconosciamo ogni potere costituito compatirle eoi" domilii di nostra fede e ci determiniamo per fine di conciliare *H interessi del Trono con quei.dell'Altare. Bra già dir molto, ma non tutfcQi Ciò che il' :ifflio tacque, cercarono di rivelarey psr Intuizione
(1) Prefefcfcura di Firenze - 1867, aff. 38, n. 48.