Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; MARINA
anno <1928>   pagina <66>
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Antonio PanelìQi
', Giovauni di' ammollire ti responsabile del giornale, con l'ordine di aggiungete che,: ì il i(jgtto non si fòsse contenutonel futuro a nei limiti di lina moderata polemica, sarebbero stati ipresi provvedi-! menti più gravi, giusyncava il moniòJ, rilevando elle il tenore dei due articoli era offensivo ad alcune .potenze estere, anziché una moderata critica della loro politica . M .continuava: <c In specie poi le parole veramente da trivio che neliliyi supposta lettela del Wu-lewslci si pongono In bocca a quest'ultimo a riguardo del Governo piemontese, sono di tal natura da farne adontare giustamente l'una e l'altra Potenza D. Insomma, dei due scritti quello che più aveva l'atto impressione all'autorità politica era il secondo. Ma il gerente 1 cirindelli, a sua giustificazione, rilevò che la falsa lettera era stata tratta da un giornale piemontese (1WEd elsa ysi perchè iutàtii il famigerato scritto aveva visto la luce ÌMIT Armonkt del 12 luglio- Mm riosa contraddizione. 11 Governo inemontese lasciava impunita la dif­famazione preparata e conpinta contro di esso nel proprio Stato; ad incriminarla invece provvedeva il Governo toscano. L'Arwwpw esperimentava così per la prima volta quanto fosse indoviuàta la sua asserzione che ut litertà in Toscana ce ne fosse forse troppa TÌL fatto di stampa . Anche meglio ne farà esperienza tra pochi mesi.
Il Birindelli promise; di essere più oculato neU'avnire. Ma intanto, fallita complètamente la* iperafeza dell' accordo con la Santa Sede che era .stata coltrala serettiaUentè tino alla venuta rM lnteliiee a Firenze,, era giunto il momento di affrontare l'ar­gomento scottante del Concordato. ,'m
Il pretesto a entrare-, -in liz-zà; oueiò al Giglio da "due cor­rispondenze àoìls Jndépenflenpe Belge del 2t agosto da Firenze e del 26 agosto da Torino, relative al soggiorno di Hio IX nella capitale della Toscana. Per quel che concerne il nostro argomento, nella prima il giornale belga riferiva elie.rì vescovi della Toscana avevano colta quella occasione per presentare una supplica al Granduca, nella quale domandavano che si stringesse con la Santa Sede un concordatoci 'd i maniera che sparissero fin le ultime tracce cldle leggi leopoldine, e ' aggiungeva che uello stesso senso aveva agito personalmente anehe"l Pontefice; nella seconda, il giornale si compiaceva ehe le leggi leopoldine anche questa volta fossero salve
Ci) Prefettura di JFìrènze - J85fc àff. 38, .u. 80.