Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; MARINA
anno
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1928
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pagina
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71
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1/ufHma difesa dalle leggi di gìuHstttziotie in Toscana 71
vogato stesso (Corsi) desidera, rivederlo'tutti noi nelle bozze v, (3. Ohe dovessero avere anche delle seccature non se Feraiio dissimulato (il Hicaisoli prevedeva in una lettern al Yieusseux *U*l fl febbraio (2) che non sarebbero mancati i clamori della Givittà Cattolica), ma non quante poi furono costretti a subirne.
La materia nuova contenuta nell'Apologia eia tutta nelle pagine introduttive, perchè il resto era semplice ristampa di cose vecchie. Ma in quelle pagine c'era più che nou oecoiresse pel* destare risentimenti e provocare gli avversari. Fatta na solenne difesa delle leggi leopoldine, come quelle che, frenando gli abusi del clero, erano riuscite a mantenere, se non ad accrescere, intemerata la t*'de dei padri (la frase era tolta dal giornale ufficiale 11 Monitora Toccano del 3 settembre 1857), si diceva dèi danni che erano derivati da una certa arrendevolezza del governo della Restaurazione ?Jìe esigenze della Curia romana ; ma, passato quel periodo, la parte intelligente del paese fu vigile custode di quelle riforme, le quali rinscì a far dichiarare intieramente conservate . Nessun accenno esplicito al Concordato del 1851: che anzty sì largheggiava in lodi agli nomini che avevano retto il governo, pei- aver mantenuta con fermezza Vesclusione dei Gesuiti dallo StaMi E qui cominciava il veleno. Correva voce ohe nel bel centro di Firenze avesse messo il suo covo una famiglinola di Padri rugiadosi , tenendovisi celata. Cessata la curiosità del pubblico, i Padri avevano incominciato a mettere il capo fuori di casa e; a predicare. Più tardi, si udì che usciva in Toscana un giornale politico: chiesta contezza della meraviglia nuova, si disse dai medesimi che avevano raccontati quei fatti, esser diretto dai Padri di Piazza delle Cipolle (ove sognano ch'essi abbia no stanza*) : si fece notare come costoro, iétà>: dubbiosi e timorosi in Toscana, avessero tosto preso liberamente le '.aripi loro, il confessionario e il pergamo, è: fossero in breve arrivati dove altri onesti hanno mirato invano, alla stampa politica periodica*. Voci false certamente, 'Continuava lo scritto con tono ironico, tè quali sarebbe stato opportuno smentire per il mantenimento dell' ordine. essendo il popolo avverso alla ripristinazione dei Gesuiti. Riguardo al Diario, sulla esistenza del quale non può cader dubbio, tutti credono che, dovè non sia di Gesuiti schietti, abbia, ad essere di Gesui.
(1) Lettere e documenti - cifc> il, p. 399.
(2) lei., p. 413.