Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; MARINA
anno <1928>   pagina <75>
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TSnlHmù difetti dotte tyfffft di giurisdizione in Toxowrn. 75
Verissimo: le leggi del 1848 e dei 1.852 erano sempre in vigore; ma se anche avessero data al (Governo facoltà di sopprimere il libro (e non la davano, rome vedremo), siffatto provvedimento sarebbe riuscito inopportuno e indecoroso per la ragione già de-'io<> che sL veniva a condannare la legislazione dello Stato. Di ciò si rese conto lo stesso Baldasseroni che tornava a scrivere tre giorni "dopoìV Snl proposito dello sciagurato affare giornale, credo il Ridolfi tardi ed inutilmente pentito. Io ritengo che, in un modo o in TI TI altro, s'abbia assolutamente ad impedire che si proceda oltre lai simili polemiche, sempre pericolose, ma che lo sono pia che mai noi caso si creda gpèft? Belli atti del Granduca Leo. poldo 1 ciò che non fg cattolicamente sostenibile.,cioè il Sinodo Pistoiese. Insisto per questa via e credo che con un atto, col quale si impedisse il seguito della cosa, si farebbe scordare il fatto acca­duto (1).
Distinzione sottile che non si sa quanto potesse corrisponderò alle intenzioni del Papa e appagarne l'animo, poiché il Rinodo Pistoiese, condannato come giansenista, aveva accettatale ratiÉeata quella legislazione, alla quale la Chiesa, si era dovuta sottometter* ontro voglia, subendola come una violenza alla sua liberta. La connessione c'era ,; tacendola, né si distruggeva il" latto, me: gi poteva credere che il Papa avrebbe lasciato correre senza interve­nire. Ma della opportunità di distinguere, a scandalo avvenuto, sembrarono persuasi anche alcuni membri del Gomitato della Biblioteca. Il 22 marzo, il Peruzzi scriveva al Ricasoli che egli avrebbe desiderato si fosse aggiunta alla pubblicazione una nota per dire che lo scritto del Tansini era stato riprodotto come espo­sizione delle leggi giurisdizionali e come narrazione delle riforme che le precedettero per parte di alcuni prelati, con dichiarazione che si lasciava all'autore la responsabilità dei snoi giudizi in ma­teria puramente religiosa. Tutti avevano raccomandato al Corsi di esser caldi contro i Gesuiti ed in materia giurisdizionale, nia inappuntabili sulla religione, perchè i nostri avversari non ci potes­sero mai tacciare di irreligiosi o di acattolici: credo che l'influenza non possa che accrescersi con questa condotta ed esser diminuita, se diam presa ai gesuiti di confondere i liberali e i gìimsdizionali cogli avversari dei cattolicismo (2).
(1) Carte Bianchi Bicasoli - Busta E, ina. F.
(2) Lettere e documenti del barone Bettino bicasoli - cit.;, S,; 428.