Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; MARINA
anno <1928>   pagina <79>
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ktòHtof difesa deli faggi di giurisdizióne in Toscana 79
checché fosso dei BUOI ùltimi sentimenti, fatto i.ft però che essa tene Vasi perfettamente tranquilla ed in assoluto Biìénj-
Tale essendo la situazione delle cose, il Governo granducale non potè vedere senza rincrescimento mia pubblicazione che aveva per eifelSo di risvegliare una discissione, già soJpMa> d'irritare inutilmente Ù ciyexno pontificio e di far credere niiuacciata una legislazione citò' non io era minimamente e che d'altronde; di Governo toscano sapeva e voleva difen­dere da sé, come in realtà aveva già fatto. Questa imprudente pubblica­zione eccitò, com'era naturale di aspettarsi, una viva irritazione nel Governo della Santa Sede. Monsignor Franchi Mosse1 contro la mede­sima formale reclamo, ed il Governo del Granduca, dopo ì] precedenti qui sopra esposti, stimò conveniente accordare una soddisfazione a queste lagnanze.
Per due vie poteva procedersi ; per la via economica e per la giudi-eiaria. Ambedue furono adite. In virtù della prima che presentava il vantaggio di una maggiore prontezza di azione, i compilatori della Biblioteca Civile dell'Italiano furono assoggettati ad un monito cEe venne pubblicato nel n. 59 del nostro Foglio Officiale e che Ella, signor Marchese, avrà già. probabilmente osservato. L'azione giudiziaria, neces­sariamente per indole propria più lenta, non ha prodotto: ira qua; verini risultate, ma i magistrati stanno istruendo l'affare, e la loro decisione non può farsi lungamente attendere. Frattanto l'attitudine presa dal Governo toscano ha recato viva soddisfazione a .Roma ed allontanato il pericolo e* l'imbarazzò di nuove discussioni.
Questa, è la storia esatta dell'affare,, cui si riferiseono e Mtergèf j lezioni del sig. Benedetti. Io credo che gran parte almeno dE questi pre­cedenti debba già essere a notizia del Governo Imperiale, poiché da molto tempo i Rappresentanila francesi che si sono succeduti in questa Capitale hanno costantemente mostrato desiderio di essere tenuti al giorno di questa spinosa questione, ed il Governo toscano nella sua fiducia verso quello di S. M. r-Im.p aratore. dei Francesi e nel vìvo sno desiderio di coltivare gli amichevoli rapporti che ad esso lo uniscono li ha sempre francamente e senza reticenze istruiti di tutte le fasi della medesima.
Per ciò che spetta al fondo dell'affare ed alle intenzioni dei Compi­latori della pubblicazione in discorso, V. S. Ili-ma' avrà verisimilmente; notato come essi costituiscano una coalizione delle più strane e ove s'incontrano le opinioni le più discordi. Questo solo fatto spiega abba­stanza che il loro non era .altro che quello di creare imbarazzi e difficoltà, tanto più essendo qua pubblicamente notorio, come il B. Governo avesse egli medesimo energicamente difesa- -la .legislazione dello Stato è come questa al segMfè! udell'itpiwdine da esso spiegata non corresse più rischio di sorta.
Profittando della occasi one/.jli qualche colloquio confidenziale col Conte Walev/ski, Ella è autorizzata, sig. Marchese, a fornire gli schia­rimenti ohe precedono (!)
(1) Ministero degli Affari esteri 1858, ProiiiSO, n. 17.