Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; MARINA
anno <1928>   pagina <82>
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M Airìoniu Panetto,
in
La reazione del Governo contro la stampa clericale e contro i Gesuiti.
L'azione giudiziaria contro la Biblioteca civile dell' italiane. 2. Sdegni della stampa clericale e ritorsioni del Governo : il divieto di introduzione e circolazione dell' Armonia nel Granducato ; il giornale colpito non dispera ancora. 3. Nuove provocazioni : la ristampa della Bolla Auctoxein iidei contro il Sinodo pistoiese-, e cójjrp fe leggi leo-poldine e conseguente processo. 4. Sospetti cne nel movimento anti-giurisdizionalista abbiano parte i Gesuiti : il Governo alla ricerca d'un pretesto per colpirli ; l'espulsione del P. Gio. Battista Betti e del P. Se­condo -Franco. 5. L'ultima reazione del Governo: soppressione del Giglio di Firenze. 6. I postumi della polemica e conclusione.
1. L'autorità giudiziaria, dalla quale Roma si aspettava forse' l'esemplare punizione degli 'autori del famigerato opuscolo, mise la pietra sepolcrale sull'affare con una decisione che, mentre faceva onore alla indipendenza della magistratura toscana, riusciva inat­tesa agli stessi imputati.
Per l'articolo 39 della legge sulla stampa del ISiS, come aveva osservato il Prefetto di Firenze, il Ministero pubblico non poteva procedere sé non a richiesta del Governo offeso. La richiesta c'era stata verbalmente da parte dell'Liternunzioj ma o che fosse ritenuta insufficiente o, più probabilmente, che il magistrato non avesse trovato elementi di imputazione (dov'erano nell'opuscolo le offese-ai Governo della Santa Sede?), il processo per ingiurie non in istruito. La sollecitazione fatta al Regio Procuratore di agire in un modo qualsiasi, perlagioni politiche, si risolse in una procedura a carico dei tipografi Barbèra e Bianchi e dell'autore dell'Apologia avvocato Goi'si pe trasgressione alla legge sulla stampa, avendo data alla luce una pubblicazione periodica senza esserne stati pre­ventivamente autorizzati. Ma più? Còsi attenuata l'imputazione non era da prendere alla leggera, pere Ite la legge coniminava da quindici giorni a due mesi di carcere, una discreta multa e la con fìsca degli stampati,
Il processo non ha grande interesse, se non per la decisione. Il Bianchi declinò ogni responsabilità, perchè gerente dellastampeià>