Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; TORINO
anno
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1928
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pagina
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85
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T/nWma tìifam dette ìkffgi M ktMkìonc in Toscana ' 85
colpita fin un provvedimento elei Governo lasciano, die essa aveva ttivoce lodato.
TI 17 marzo, VArmonia pubblicava il comunicato del Monitore toscano sulla ammonizione fatta ai compilatori della Biblioteca ciÙ' (, il giorno successivo, con soddisfazione, si compiaceva di commentarlo in un articolo I rivoluzionari alla fiorentina , dove ce n'era per i giornali liberali del Piemonte, ce n?ra- per i signori Iella BMliotcea e?;ifc:e. ce aa anche per il Governo toscano e per t'Granduca in ima forma che stava tra la lode, il consiglio e la predica Rilevava che in Italia esistevano varie specie di rivoluzionari : quelli alla piemontese* derrata, di prima qualità-, genite che chiama pane il pane e Orsini, nn g-rande uomo ; quelli alla napoletana che s'inchinano al Re e ne fanno un DiOj,; iof owdi aver canonizzato Tanuccl e Gianaone; quelli alla norentìnavjgicliè' traggono fuori dalla polvere le anticaglie, incielano Scipione Ricci, li! Sinodo di Pistoia -re le leggi lcopoldine e danno addosso a>i padri Mie cipolle, ostoro, pochi anni avanti, avevano pubblicata la e? Storia civile della Toscana dello Zobf, la qnale storia era dii'etta a far vedére che sono pessimi principi coloro che obbediscono al Papa ed ottimi, psv contrario, quegli altri *he si ridono della Santa Sede. Rmseata bene questa intrapresa, erano tornati alla carica colla Biblioteca civile rtejr ikplamio;j la cui prima dispensa tendeva a celebrare le leggi leopoldine come quelle che erano state, fatte per favorire e riporre in pregio la religione, rialzare e tenere in dignità l'episcopato ed i parroehi, promuovere e diffondere la istruzione nel clero, sradicare gli abusi, che alla- crescente civiltà ed alla filosofia del tempo davano diritto ed appiglio di censurare le cose di religione . Le quali paiole notava il giornale equivalevano a celebrare la usurpazione, del potere civile a danno del-l'ecclesiastico e a ereditare i romani pontefici,-quasi che'avessero lasciato scadere la religione, oppresso la dignità episcopale e dato. appigliò e diritto alla filosofia del tempo di bestemmiare il cattoD-cismo . Quindi è xjhe bene aveva fafc il Governo granducale a impedire che la Biblioteca civile continuasse su quella strada e ne avrebbe avuto le congratulazioni dei buoni, come già ne aveva avuto vituperi dai tristi. AI giornale liberale Ito 0affettaJ che del fa,tto si era doluto, lamentando che il nipote di Pietro Leopoldo, per mostrare la'sua docilità a quattro preti, avesse rinnegato l'avo e le sue opere illustri, i*4.imawfa rispondeva essere ciò falso* perchè