Rassegna storica del Risorgimento

anno <1928>   pagina <96>
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Antonio Pungila
li nniristro LauUueui ordinò, in un primo momento, una mi uva sospensione di un mese p. ne dette' annunzio al Granduca* Ma-, essendo poi venuto a conoscenza che l'autorità giudiziaria aveva iniziato un processo contro il giornale pei* manifestazioni intese a screditare ii averno, gii sembrò che il provvedimento della sospensione ap­parisse inadeguato e provocò dal Consiglio dei Ministri un decreto di soppressione del periodico (lj. 11 decreto del) Iti luglio era moti­vato col fatto die il gìglio, pubblicando quella corrispondenza, avesse manifestamente mancato al proprio ufficio, in spreto nuche degli avvertimenti e delle cerziorazioni ripetutamente avute dal­l'autorità governativa (2).
11 processo che seguì ebbe ail'incirca lii stessa sorte di futti gli altri processi per reati di stampa, che l'avevano preceduto. Il Governo non voleva la morte del reo, ma la sua conversione, cioè che finissero le importune polemiche sulle leggi leopoldine, e gli fossero risparmiati ulteriori fastidi.
Il gerente Birindelli protestò nell'interrogatorio il suo spec­chiato lealismo politico verso il governo, tanto che nel ISttS ed anni successivi aveva preferito rimanere inoperoso piuttosto che pre­starsi a stampare cose contrarie al regime. .Riconobbe che l'articolo era offensivo pel Governo e si giustificò dicendo di noli averne pon­derato il contenuto. Era pentito e non avendo agito con malizia si riteneva abbastanza punito con la soppressione del giornale, rio , non gli evitò qualche giorno di carcerazione ; ma fu presto dimesso, essendo stato mutato il carattere dell'imputazione, .in quanto egli era stato semplice strumento e non autore del fatto (3).
ti. Scomparso il GLgliOj i postumi della polemica trovarono il loro sfogo in Piemonte. L'Armonia che, dopo il decreto che ne proibiva l'introduzione in Toscana, Élìl taciuto per quattro mesi, limitandosi a informare i suoi lettori con semplici notizie di cro­naca dell'assoluzione degli editori della BibMohm. cMle e della soppressione del confratello fiorentino (4), sì rifece improvvisamente viva, pubblicando e commentando il brano d'una lettera scritta hi inons. Antonio Martini, arcivescovi dì; pEEenze, a Scipione Ricci,
ri) Carte Bianchì Jìicasok' busta E,. inS;. K, xi. J9 - 20, (2) Ministero dell'Interno- =- 1858}. Ètofc. granii 50, TI., m, (8) B. Procura di Firenze - iSSSj processo GH. (4) L'Armonia del 12 maggio e 23 luglio 1858.