Rassegna storica del Risorgimento

anno <1928>   pagina <99>
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st'ultima corrisponde letteralmente alla ritrattazione pubblicata. E*- notevole :, nella seconda, il Tansini riprova la Storia' del-l'Assemblea deli Vescovi; ma non ne eccettua la prelazione conte cosa non sua. Glie egli non avesse mutato idee quando sottoscri­veva la ritrattazione è provato dalle espressioni di devozione e di affetto rivpÌWL Ricci. Heila lettera del 20 luglio scrive r.I>fe queste mie nuove alla sola persona,, -che So Che le gradi ià,.<Éfé' 5.5 sta nel cuore con maggior tenerezza di quello sia mai stata fief-tempi più felici e che mi sarà sempre una gloriai di essergli stato amico e di aver partecipato alle sue tribolazioni. Raccomandiamoci vicendevolmente al Signore e benedichiamolo che d abbia condotti sulla strada di quelli che egli ama ed assiste . E qui, lasciando ai lettore,E giuidOjisnr ragione e il torto dei polemizzanti? circa la sincerità del Tansini e il valore della ripudiata paternità della prefazione alla fftòria dell' Assemblea, l'éi Vescovip, possiamo fiate tiare all'opuscolo antigesuitico.
Quanto alla ristampa della bolla Auctorem fidei conti­nuava Filopadride era un atto di pòca pietà e lealtà cristiana dell'ex gesuita e canonico fiorentifeDi poca pietà,percliè costui non igpjoim che quella bolla era stata estoiiaV-M Papa dai Moli-nhstì ed aveva suscitato discussióni e dispti dsii Francia : . ristam­parla, in un secolo inclinato ai05 ?scMiéismo, significava tentar di ri accendere coMese t'omentatric .eli miscredenza, i>i poca o nessuna lealtà, 0MÉÈ gli atti H ptcstà estera, oltre ;a dik, avere alcuna efficacia in. Toscana se non" erano muniti deU'a>fMar iijcfe infatti era stato negato da Ferdinando III, quando la bolla uscì), dovevano essere sottoposti all'approvazione dell'aaitorita competente, e- tratfe tavano ex professo di religione.
Ooncniudeva il pubblicista proponendo uua metodica compia zione di tutte le leggi toscane relative alla giurisdQne* ali*aninik distrazione ed alla polizia ecclesiastica dallo Statuto del 3jg in poi.
ft>puScolo recava sulla copertina a Torino, a spese dell'edi­tore e nell'ultima pagina bianca precedente l'indice Torino, coi tipi Botta- :; ma il formato dell'edizione e gli stéssi caratteri tipo­grafici tradlyàiBÈo l'origine fiorentina, ansi la medesima origine del-l'Apologia. I/O rilevò anclie VArmonia e si può giurare che non si fosse ingannata. L' 8 ottobre, il giornale torinese rompeva di nuovo il silenzio sugli affari di Toscana per preannunziare, con tono da Cassandra, l'imminente rovina del Granducato, sempre a causa