Rassegna storica del Risorgimento

anno <1928>   pagina <101>
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L'ultima difesa adite leggi (li (jiiirisdizione in Toscana 101
commesso uu delitto di falso, stampando un libro in Toscana e apponendovi il nome di una stamperia di altro paese.. Infine, lo Zobi, clie aveva il coraggio delle i>roprie opinioni, non avrebbe man­cato di i.)orre sull'opuscolo il suo nome (2).
La questione di una riforma delle leggi leopoldine eiffc così defl-Idpmente chiusa con la sconfìtta degli antiginrisdizionalisti.
Dall'insieme dei fatti narrati si deve onestamente dedurre che l'accusa del Salvagnoli di concessioni fatte dali Governo granducale alla -Goi'te di Roma contro l'interesse dello Stato, affinchè quella assumesse una condotta di opposizione al movimento nazionale è falsa o va, pp lo meno, modificata secane la versione del ministro Baldasseroni, che, riferendosi al (Concordato del 1851-, parlava di comune difesa sociale, cioè, non politica, ìsè allora né dopo ci fu alcuna intenzione anstriftii antinazionale. Ohe se fosse stato vero il contrario, ben diverso atteggiamento da quello che assunse avrebbe tenuto il Governo toscano nel ISfcSS, quando da poco erano stati sedati i moti mazziniani di Livorno è) nell'interno dello Stato.,: C(5n4nGÌava, passivamente consapevoli' l'autorità politica, il movimento che doveva condurre alla rivoluzione del 27 aprile.
La difesa delle leggi leopoldine era stato un atto spontaneo del Governo compiuto senza bisogno di pressioni da parte dell'opinione pubblica, prima elle i liberali di varie; tendenze, promotori più tardi della Biblioteca cwile, iniziassero, coli'apologia di qnellé leggi, la campagna pubblicistica per1 ìa sovranità,ideilo (Statò sulla Chiesa e per 1" indipendenza politica. TI Governo aveva prevenuto i suoi avversari" cosicché quello e questi si erano trovala,, in un certo momento, a procedere d' accordo conitro [f0MÉ dello Stato assolutista, reazionario e confessionale. Fatto veramente singolare in quel tramonto del vecchio Granducato. Lo rilevò, appena accen­nandovi, il primo ministro di Leopoldo M, quando la Toscana da .più di un decennio era entrata a fai1 parte del Regno d'ièailla ; ma
(2) Id., del 13 novembre. L'Indipendente e il cav. Zobi. Dei Docu­menti relativi alla soppressione dei Gesuiti, pur essi condannati con decreto della Congregazione dell'Indice del 10 gennaio 1859, si occupò anche la Civiltà Cattolica nell'ottobre (serie UE, voi XII, pp. 343 e segg.) con tono non diverso da quello dell'Armonia, della quale ri.l>riva il giu­dizio. Della ritrattazione Tanzini scriveva non essere stata estorta, ci­tando una lettera dello stesso Tanzini del 9 maggio ltìOO al Nunzio di Firenze. Ma la verità su questo argomento è in altre lettere, quelle rife­rite qui nelle pagine che precedono.