Rassegna storica del Risorgimento
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1928
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Antonio Panella
l'accenno in bocca ad un uomo clic era rimasto ini-mululo nella sua fede 'politica, passò inosservato, anche perdi è egli tt'une il segtfcfi) su tutta la preceden te azione del governo. Parlò di ini pazienti che volevano insegnare il Granduca ad ulteriori negozìnii con Roma, donde una polemica incresciosa ostile al Governo. Nacque il giornale di questi impazienti che batteva in breccia le leggi leopoldine e contro di esso si levò la Biblioteca CÌMXQ che, a difesa delle leggi, attaccava il Governo per le non gravi modificazioni apportatevi o per quelle più sostanziali che si supponeva volesse apportarvi. Le due pubblicazioni furono soppresse. ;Gii impazienti ne menarono allora e poi non piccolo rumore e non intesero piiirtósJÓitHoJi vollero intendere che fra due giornali, ugualmente condannabili per la violenza, con la ujuaie si studiavano di turbare la pubblica quiete, trattando prò e contro la materia compresa nelle leggi leopoldine, infino a tanto che queste conservavano il carattere e facevano parte del dilato pubblico dello Stato, l'aggressore era civilmente più redarguibile di coloro che, quali pur ne fossero le intenzioni, prendevano delle leggi stesse la difesa (1).
Perciò il Governo reagì severamente contro gli impazienti debolmente contro i difensori, sènza accorgersi clif l'identità* :;<f une con questi era solo apparente in qnanto, nella difesa Èffe leggi giurisdizionaliste, esso tendeva a rafforzare l'autorità- dello Sitato e a salvaguardare il passato, gli altri miravano all' assalto del temporalismo, ultima difficile trincea opposta al risorgimenti nazionale.
ANTONIO PANLLA
jg B>v3òiìitò.SHRpN;x'r Leopoldo; .II -. ei'fc.:,-pp> 515-16.