Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE JER?ME NAPOL?ON
anno <1928>   pagina <103>
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Il Principe Napoleone
e il riostro Risorgimento)*)
Gin nella prima metà del marzo 1891, trovandosi a l-toma, si fosse, a caso, recato nella via del Babbuino, avrebbe potuto osser­vare una straordinaria folla stazionare davanti, ad un palazzo, e un continuo via via di persone di Corte, è della diplomazia, che vi entra­vano UscàvMiio ; non, la vita gàia, spensierata della capitale, ma un cupo silenzio, aggravato ancor più dal divieto alle carrozze di transitare in quei pressi.
Mane e sera si poteva osservare la caratteristica figura, del Bac celli, l'insigne clinico romano, che accedeva al Palazzo; ne usciva dopo qualche tempo con la faccia conturbata dall'espressione di un intimo dolore;, che dominava quell'anima superba.
(Jli occhi di quella folla erano rivolti verso le finestre d'un ap­partamento, situato neIF Hotel de Eussie , in cui uno dei Napo-Ieonidi, l'ultimo rappresentante della tradizione napoleonica, com­batteva gli ultimi istanti fra la vita e là morte.
Il principe Napoleone stava per esalare l'ultimo respiro sul bel suolo d'Italia, nell'intimo suo sentendo, forse, la nostalgia dei bei paesi di Francia.
Moriva un uomo, che lasciava un retaggio di dolore tanto nel­l'animo degl'Italiani, quanto in quello dei Francesi.
In questa nostra terra, dove gli sorrisero la prima volta ì raggi del sole, egli chiudeva gli. occhi stanchi, più felice di altri suoi pa­renti, morti o a 8. Siena, o senza gloria fra i dolori della sconfitta
"(*) Proiasione letta nel Congresso Generale Ordinario del Gomitato Nazionale per la Venezia Giulia e la Dalmazia, tenutosi a Trieste la sera dei 16 marzo 1927 (vedi questa Rassegna Anno XIV, fase. IO pag; 550).