Rassegna storica del Risorgimento

PELLICO SILVIO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI
anno <1915>   pagina <294>
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invece ti fere la seconda e la terza, mitffcruw, è gì Trinane indietro! Appunto gli amici,, ed i pi eari, perchè con questi non; si usa cerimo­nia, stipare de, vi sia sempre tempo. Talora ( pensa : Ife; -ci*?: dv ue>icOt* E. si;, e.oncMnde,:: Mi sfiderà* a già mi vorrà bene- io stessa . Bel motivo per lasciarlo indietro come un fcnel jQtècìrcM la nostra salute, cine vuoi che ci facciaino ? Bisogna fietu pazienti col luto malandrino sangue ed io col mio bilione d'asma, e che non diamo loro il gusto d'ammazzarci. tiùBÌ presto. Al torcile vedo, e ve n'è a centinaia, certi fortunati cosoni, grandi, grossi, belli, sani, non capire niente af-fafcto die son fortunati, e sospirare e fremere e battersi i fìanelii per persuadersi che sono Infelici, mi sovviene clic tutti dobbiamo patire, o j nella povera carne,, o nella matta immaginativa, e m'accontento de1 mali miei. Che sai tu, ' con una salute più prospera, tu non saresti dive­nuto cattivo.,, :é io cattivissimo ? E coiS M elih' ricchezze. .i.a faglia di far bene ti move talvolta a dosici erario;: <iliiè sicura monte con un milione si fanno assai pio. egregie gose che con poche migliaia di Itrette. E uonjH dimeno . . . Basta, tu ti burli dpi mio ottimismo, ed io non me ne -vojjjttó burlare. 11 falso ottimismo; le quello che dice: 'i!i/o è bene, anche il wfetò. Io riconosco esservi molto male sopra la terra, ma non tanto quanto ci suol parere. Perocché è indubitato che Nostro Signore sa quel che fà>; e rivolge tutto a Itene, eccetjtuatù il' iaào per colui che non sei Sii vuole correggere
Ciò considerando, animo, caro amico ! Sopportiamo 1 'i taoi dolori ed io; I mìei tu la pochezza delle bue rendite ed io la iUnnefi?Mìe mie, e Btìanto allegri. Che ad ogni modo gli anni, e. le (lecisc idani I ed i mézzi secoli galoppano, e presto questa cosa palpabile che par noi e non è nói, sai* in santa pace sotterra, ed il vero noi, sa cosi vogliamo davvero, vivrà mia vita tutta bella e nobile, e giusta e sapiente po­tente: la vita di Dìo l Spero frattanto.he 1 tna salute, in questo cadere della state, andrà., guadagnando forza,, il gran ciQìfloyern quello ch*> P-
nuoceva.'
Elvoriàcì per me l'ottima Contessa1 'JÉsoi*Hu. il Conte Sawcu,. fi, Jìadamigenat Bsemplo a voi butti taoucssa mìiù0m Abbractìiarai il nostro leggilo buoni) e spfctao féppo, ohe ha da riuscirò un impasto eccellente dì .tfttfc le vlrtii dona iilìife e della zia, del pftdro e
dello zio*
t ila*1 ulìctf: ti saluta è stata lo W ** incomodataj feri 'lo preso un deliqui; oggi slift bene, Questa man àbMatno iÉo uno, buona passeggiata, e non ne ha paibMv 'fu;. dunque fra pochi giorni; serrai a Tederei? Qncsixr'pensio, mi rallegra. Parami, so puoi, la gentile sor­presa iti venirci con viso prospero, 4 0fe u*l consoli e mn abbia piii