Rassegna storica del Risorgimento
1802 ; BOLOGNA
anno
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1928
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pagina
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109
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Il PHncifo Napoleoni? ù il nostro Risortiimunto 109
Tre mesi prima, nei marzo, Girolamo abbandonò Trieste e si recò a Roma, nella Città Eterna, in quella metropoli, della cui eon aerazione come Capitale del Regno d'Italia il principe Napoleone fu poi così aperto ed .efficace propugnatore.
1 rapporti, che correvano fra Girolamo e la famiglia di Caterina, essendo morto il re Federico, padre di questa, e succeduto sul trono il fratello di lei Guglielmo 1, divennero amichevoli: il riavvicinamento portò per conseguenza l'invio del maggiore dei figli, Girolamo, a Stoccarda a compiervi la propria educazione, e là vi trovò quella niente forte e libera che fu Enrico Mayér, livornese, d'origine bavarese, di sentimenti schiettamente italiani, di anima altamente cristiana, amico di Mazzini, che nel 1834 fu scelto da Girolamo come precettore del dodicenne suo figlio.
Giustamente osserva uno dei suoi biografi, il Comandini (*), che con tale maestro l'indole viva ed impressionabile del giovane Napoleone non avrebbe potuto non orientarsi verso aspirazioni di rivendicazione, di resurrezione materiale e ideale, così per la Broncia come per l'Italia, aspirazioni, che erano il tormento dell'anima patema come degli uomini eletti e della maggior porte dei cittadini in mezzo ai quali egli cresceva e* Vavevo.
Bel nostro principe molti si sono occupati, dal Oostille nel 1860 al Pietro Vayra, che ne scrisse una funebre commemorazione, trenta anni più tardi; il migliore degli autori, a mio modesto avviso, perchè ci mostra il Principe nei rapporti di educazione, di consuetudine e dì affetti e diciamolo pure, poiché è vero di passione per la terra nella quale nacque, V Italia, è il ComandinìÉ -ispiratosi al lavoro dalla felice casualità di aver potuto avere Ira mano una parte di documenti originali, costituenti un oaéntissimo fondo, dal quale l'attività di pensiero e d'azione del Principe nella politica francese e segnatamente nella politica verso l'Italia e per l'Italia è largamente, mirabilmente documentata.
Da Lionetto CSpriani a Giuseppe Mazzini,., da Enrico Cernu-scni a Giuseppe Montanelli, dal Gran Re Vittorio: Emanuele II al conte di Cavour, da Urbano Rattazzi a Costantino Nìgra, a Luigi Carlo Farina, a Perù zzi, a Minghetii, a Visconti Venosta ad Alessandro Manzoni, passano attraverso (questi documenti, in questo
(*) Il Principe Napoleone nel Risorgimento Italiano. - Milano, F.1B Treves, 1922.