Rassegna storica del Risorgimento

PELLICO SILVIO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI
anno <1915>   pagina <300>
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visto* --vetL-uto lavorando* tocomoto dalle lodi degli ili 8 spezialmente da quelle dei Pellico. E, apnroftttando del suo viag- 0 iv Irij> aveva, là tentato di iar pubblicare dal Bandry il ano primo volume. Era soverclda presunzione di giovare aufcore. elle gli iaceva operare un, buon jpk dal tentativo presso quel fa­moso libraio ? l PaiTebbej se non da altro, da una* curiosa lettela e il ìMOW solveva al fòa!fe.fo Cìttafvo da Parigi, il il) mar-17.0 iS.pe:lie;:e;Pll notevole per;:iteidem Mno.eé.:.ì rap* portai -d'hit ima amicizia che ctaavanoitn-a llvouiell Santa Bosa itigli seluletti gjudizi che il: Qavoità tifava del suo compagno di Gag­gia.. v-Ue- .tat1 raconté , scriveva egli infatti, le d<sappointeuient. 3 Suntarosa et la manière dont il l'a supposte. Loin d'apeice-voi*" ÌAUJ écouiagèment en lui, il me paratt conserver une grande mit'diontance dans ses moyens de célébité. til.Gtìinpte envojrer par la première occasion son manuscrit à Miliari, et M. espère' :;<nie le louangea ,<le public italieu le dédommageront des bénéttceé.quo Baudry lui aurait valn.*
Da Parigi infìttti, fallite' le pratiche col libraio francese, il Santa Bosa incaricò della pubblicazione il marctse Guasco; ond'e a méì-q*i quell'anno, coi tipi del Pi rotta, uscivano in Milano" ano­nime le Scene Uìoriehe del MedtUSlttb W-SWM04prinpfi che-gnel-Panuo finisse, una seconda edizione .tré ttfblicava in Trjtio presso Alessandro Fontana. A dire il vero, pam che le speranze del Santa Rosa nel favore del pubblico italiano non' tèsserò pro­prio del tutto infondate!
1 lu sarei quuBi indolito ai pensate ohe sin ;flgftùa peedoaiteìl 0aìj Boati avesse tienit-fctiK- pigile tm tu pnbblicaaione detìe-iSufcjSrcwifl, in occasione del auo Viaggio a Jfairali-jfé jtattd ueU'archivio della sua famiglia una let­tera a Itià del marchese Ludovico Pallavicino MOBBÌ> hi data del 5 maggio 1834, nella quale il pih leai dei tuoi lombardi anijiei com'egli scherzosamente ai firma, mentre ai scusa di non ave* finito di leggeue uiu manoscritto che U gànjfca Rosa gli aveva mandato por messo del Pelirtòo oMqdendogliene giudizio, i conforta eoi pensiero, che nessun vantaggio l'amico avrebbe potuto traag dal eno naxetófy eoa la speranza di non aver tutto perduto, mando sia! vero che l'abbia dato a pubblica loco colle stampe napoHtauo>i. Ma sarà stato -poi il manoscritto delle Scene?
e D. BRUTI, Diario ineitù M (tardar, gife a Brefosrione, p. XLVv "Vdli anche J Bntafis*, La gtovinma ilei conte di Cavour, Torino, Bocca, 1912, vol;.
p. m,