Rassegna storica del Risorgimento
COTTA GIOVAN BATTISTA
anno
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1928
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pagina
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184
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184
('amlUo Parisót
olirne non *è? Verso del OiéL rivolto Chiaro a sno inganno in tante stelle ei legga : Spoglisi; e impresso nel suo proprio volto Ad ogni sguardo il suo fattor rivegga.
Nume non ttè? t)e' fiumi i puri argenti.
Etfaer ehe spiri il suolo ove risiedi.
Le piante, i fior, l'erbe, Fa-rene e i venjlai,
Tutti' parlan di Dio ; per tutto vedi Pel grand'esser di Lui segni eloquenll, Credilo, stolto, a lor, se a te noi credi.
Quasi unicamente a questo bellissimo e famoso sonetto è raccomandata la fama oggimai declinante del padre Cotta, il quale non si sarebbe mai immaginato che un giorno sarebbe stato scambiato... per il generale Giuseppe Garibaldi ; ed riportato meritata-niente in infinite ottime antologie. A noi basta citare : Ottaviano Tar-gioni Tozzetti, Antologia, della poesia italiana 12* edizione curata da Francesco C. Pellegrini, Livorno, Giusti p. 654-655; e vogliamo solo aggiungere che Francesco Pera nella sua Antologia Poetica scelta e commentata > (Roma, Libreria Salesiana, 1906), confronta il sonetto Rimorso di G. B. Cotta con un altro del secentista Vincenzo da Filicaja (p. 46) e il sonetto Natalizio di Gesù Cristo ancora del Cotta con un altro del cinquecentista Iacopo Marmitta (p. 60) con aenfi opportuni apìevi
Lo stesso Curatulo si occupa del grande patriotta gen. Federico Torre e lo chiamerebbe semplicemente un soldato umanista- se prima di lui non, lo avesse così chiamato già nel Giornale -tyffà. Uà l'illustre e degno discendente, R. E. Giovanni conte Capasso-Torre capo ufficio Stampa alla Presidenza del Consìglio dei Ministri. Il Ouratulo poi fa male a non citare affatto il biografo del Torre,. Enrico Iseraia e il saggio con documenti inediti Pietro Giordani è il generale Federico Torre uscito nel magnifico fascicolo 5 - 6 della rivista storica SI Risorgwwntó ifìsMmo (settembre-dicembre 15)09, TorinoÌ,: F.lli Bocca): saggi: del sottoscritto, il quale ha compiuto un'abbondante monografia sullo stesso glorioso generale Federico Torre.
Aucora il Curatolo ha il torto di ripetere spesso ebbeimo invece di avemmo u, ma non vogliamo indugiarci in quisquilie :