Rassegna storica del Risorgimento
COTTA GIOVAN BATTISTA
anno
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1928
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pagina
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187
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Emmahni Màìtmywjm 187
primo ltàdre studia ì teutòìlvi ;oi quali, rompendo ogni legame Ét principi! del e gjiitidLleol Carbonarismo, la (Movane Italia afferma la propria vitalità eoi moti dùcetti ad approfittare della fc bolezza del nuovo governo e del nuovo ramo della dinastìa, chiamati a reggere gli Stati sardi, per servirsene come punto di partenza della sua azione di propaganda unitaria su tutta l'Italia. E' il primo urto fra l'idea repubblicana e quella monarchica: urto che al sovrano, che si dibatte ancora in mezzo alle insuperabili difficolta dell''ambiente e pure tenta prudentemente di avviare lo Stato a riforme che ne sollecitino il progresso èia forza, che cerca di rimettere in moto la grande macchina che supinamente Oarlo Felice aveva fa19 ieriùaa tenere immobile, toglie il corag-jdi procedere oltre per il momento e gì'infonde invece quello di procurare anzitutto di assicurarsi il trono. Quei tentativi, ne' quali, come in tutti,i successivi,] si spezza tutta la fama di prudenza, di opportunità e di misura che avrebbe potuto presumersi nel fondatore- della Giovane Italia, allontanano dalla azione delle Società segrete la fiducia delle masse e suscitano fra gli attori stessi diffidenze e Saiminazioni, pur troppo coperte dal sangue generoso delle Vittime-, cifre ne risultano.
Superate queste e le -altre difficoltà della prima metà, del suo regno, Oarlo Alberto si avvia risolutamente al programma che sempre ha coltivato in seno, vale a dire a quello dì rendere indipendente dalle influenze slsraniere non solamente il proprio Stato,, ma altresì quelli della Penisola e specialmente della v*8e padana ; e perciò li costituire un forte esercito a presidio e conquista di quella indipendenza,- dì estendere l'istruzione e quindi la civiltà fra i suoi popoli, sciogliere tutti i privilegi che possano ritardarne il progresso, favorirne le industrie, i commerci ; ne' quali naturalmente trova numerosi aderenti alle sue idee, alle sue speranze. Questi sentimenti, ch'egli non può manifestare liberamente e che tenta dì nascondere per non vedere intralciati, costituiscono quello che fu chiamato l'enigma della sua vita e che astiosamente, passionatamente fu da taluni rimbeccato, da altri romanticamente esagerato si da fare M Carlo Alberto l'uomo del mistero, l'uomo incomprendibile e pertanto biasimevole e meritevole di essere distrutto. Tal giudizio potentissimo finché i documenti del regno di luì furono pochi e finché si continuò a* esaminare la sua condotta al lume di poche lettere o di gruppi dà lettere, è venuto rapidamente affievolendosi colla pubblicazione di UDÌ numero sempre maggiore di aféfó, collo studio non pili di limitate di lUfelazionì con pochi personaggi del suo tempoj