Rassegna storica del Risorgimento
COTTA GIOVAN BATTISTA
anno
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1928
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pagina
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201
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te lonti manoscritte formano la parte più importante del poderoso lavóro ehe iniziatosi dall'autore nei 1 fascicolo 1925 deiTéfc/ttirio tónco e Qorsiea col periodo dal 1880-10 é/Statd ondottOV nel 3, e ,. fino al 1850, mentre il periodo 1815-1880 è trattato nel fase. l.2, 1927.
o.u è narrazione storica Continuata, quello che ci offre il. Michel f ma la forma scelta da Ini cioè la riassunzione dei rapporti Consolari e di polizia, nonostante l'apparente monotonia- nella loro serie interminabili', offre molti pregi al lettore attento e serio.
Volendo riassumere in rapida sintesi la esposizione analitica del Michel, si potrebbe caratterizzare la funzione dell'isola da ntó lato come barometro politico, che coll'indice dell'accresciuta o di minuita emigrazione politica segnava la violenza o meno delle persecuzioni in terra ferma e la' condiscendenza o meno della diplomazia francese verso il liberalismo italiano, nonché le tempeste politiche da venire, dall'altro <ome pilone avanzato di ponte di pas saggio per le idee e i diffusori di esse fra la Francia e l'Italia in ambedue le direzioni. Fu principalmente là rotta dei vapori da Marsiglia per Bastia, Livorno, Civitavecchia;;' ,a Napoli e Malta, che era seguita dalla introduzione clandestina degli scritti maz- ziniani negli Stati della Penisola. Ma viceversa altri stampati della stessa specie erano specìiti dalla Toscana in Corsica, che serviva, pure a stamparvi clandestinamente, senza o con falsa indicazione tipografica, scritti patriottici e a diffonderli di là nel vicinò continente. Per di pili, i rivoluzionari italiani consideravano l'isola per la sua posizione geografica come luogo più adatto alla concentrazione degli elementi rivoluzionari e a sbarchi nel continente vi-<àno, cioè nei territori toscano e pontifìcio.
Il primo grande passaggio di compromessi politici per la Corsica si verificò nel 1821, poco prima e poco dopo la morte di "Napoleone I; e fin da quell'epoca si può stabilire che la polizia toscana generalmente fosse mite e blanda nella sorveglianza di essi, e che il governo medesimo in confronto degli altri della Penìsola, fosse assai riservato e indipendente.
Per dimostrare l'importanza della Corsica come rifugio, breve o lungo, di tanti compromessi politici, piano qui ricordali fra il numero grandissimo di quelli di cui il Michel ci fornisce notizie preziose: Livio Zambeccari, Pietro Pietramellara e Sebastiano Tornali, capi della insurrezione bolognese-romagnola del 1843 ; p. Meo-lao Santelli e Giovanni La Cecilia, vecchi e sperimentati patriotti,