Rassegna storica del Risorgimento
VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; GIORDANI PIETRO
anno
<
1928
>
pagina
<
241
>
VU'tro iìm-ditvi tal-' ffi- Nixw:ywr"-h Éf8?ftSì 241
1 bambino da seguirla fortemente fin agli anni maturi; d'i senno. l'istruire gli iaMJftfti italiaiii non solo nella lingua) n nella storia ma ancora nell'ijiéÉaia clie, spregiudicata, altrove si era aperte' le vie pei* erigere nuove sorti alla vita. sGitlfe
iLé lettere, dirette a tre uomini notevolissimi, hanno non lieve importanza, che in esse il Giordani segue le vicende dì quegli anni di preparazione,' rilevando sempre, jm guMizn) spesso un pò* >Mw uomini à tempi. In queste, ùii iè delje ttt al óoiit'e (Nusepjpe Jtàùtajjl. in Francia, egli è sovente sdegnoso, pereiiè ritornati nella servitù seeolarey anela inalzarsi d'Italia, sperando che la più piccola scintilla possa accendere i peM a gloria di lei. Ed eccolo inquieto contro ogni rvBta di pensiero che offende la caduta : eccolo tuonare terribili detti: xmstim fi persuasori del Baudry, che si dissuade di ristampare le opere !!ói fèriueomo Leopardi, e, dopo la lettera, del 1S80, a Felice Garrone, in parecchie di queste al Bfeeitódi LpME vitupera i creduti colpevoli, specialmente Luigi Ciié-èonij che ma 'ave-vai detto: néUì gazzettaccia di Francia* e "BSiecolò Tommaseo, che prima aveva pure lacerata la fama di Leopoldo '-cognara, dal Giordani giudicato unoì de' più splendidi nomi della povera Italia. Tanto amore lo conginnge alla derelitta, alla caduta, alla povera, di cui anelava sempre vedere rinnovata la gloria. ;- ie si rodeva di bile nel' vedere da' più deboli o capricciosi spiriti avvilito o esactato l'ingegno italiano. Poiché egli, non cospirsré, nog affiliato a sètte:, congitM;ava con la parola scultoria contro la tirannide opprimente la gran donna; e già, nel 1827, sperando che nuove sortì, non più fatali, la svegliassero nel suo sepolcro, aveva fatto incidere sotto una statua a Dante (ornamento alla bella e magnifica Villa Puccini, a un miglio da Pistoia) :
Acqueta il tuo magnanimo dolore
O Dante padre nostro
alla tua Italia serva non pf voIiontairS
e già dolente di sua lunga pigrizia
or sonoj in cospetto i tempi; che tanto; idésMems-iÉi:.
Questo dire e lo sperare*guastato <ÌIIle turbolenzGjMtioBÌtk maligna, lo costernavano, parendogli rinnovarsi uef Gmpo intellettivo la discordia civile, ohe irruppe contro ogni altezza di reggimento politico, e l'atterrò* E parendogli ohe gli italiani ancora dentro e fuori oltraggiassero la virtù somma, ; rei spettacoli della petulanza opponeva l'energica parola, proni ad emettere il grido : Cotesti