Rassegna storica del Risorgimento

VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; GIORDANI PIETRO
anno <1928>   pagina <243>
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Il dio fu norma; alla sua vita,, ed, egli apre jta bocca o per pia-isimare le viltà, o per dar lode) * tutto cift chè< iuirava a ttìiàJ vita nuova, ad una vita, che ci allontanasse dal. passato dalie adulazioni IiàCcbe e Attila snperstizione crudele. Si dnolcw quasi se ne amareg-ÉÌ, tfWfiobeftì, che nella noia, 32* della Teorim M gòùrammiimle, pai'li con detrimento della sua filosofìa seguita dal Leopardi ma, mentre per la giuntagli notizia-, anche coi ritardo di due anni, Ita spregevoli parole del filosofo, e lo chiama -prete* pretissimo, e pone il Ppìmtìito -dileggio, -ggg'oseendo poi quanto avesse fatto in prò' dell'Italia, fermatosi il Gioberti, nel 1848, a Parma, lo visita vinto dalla evidenza dei fatti, non voleva esser secondo a nessuno nel tri­butare onore e n eli'attestare stima ed affetto a chi, oltre a tante glorie* aveva pur procacciata all'Italia quella di far rivivere la sua pura ed armoniosa favella .
.Nel corso degli anni in cui il Giordani visse a Parma, in volon­taria relegazione, ancné sepolto, lontano da ogni rumore, è sempre tribolato dallo stato funesto d'Italia, e, solo qualche volta, lasciate le noie consuete, si sente rinascere a nuova vitai. Conosciuta che e:bbe: Popéra di Michele Amaria scrive-, sempre al suo conte Ricciardi, nel novembre del 142: ' Wnlla si fa ora in Italia, e per verità si potrebbe fare ben poco ; tali censure abbiamo. Ma la Sicilia questo anno ha dato in Palermo un'opera stupendissima di Michele Amari, tale da fare onore all'Italia in faccia all'Europa. E' una storia dei Vespri Siciliani, e lei precedenti e dei conseguenti. V. S. dee ve­derla, e credo che il Barone Fridani gliela, possa facilmente procu­rare in Firenze. Il bello è. che volendosi subito ristampare* il Go­verno l'ha impedito, e destituito il censore che approvò la stampa.
Conosca, *fk fife l'Amari? Mi riesce bella, diritti 'è 'gagliarda testa e animo assai generoso. Questa è opera che si può mostrai* con ambi­zione ai Francesi .
13' ammirandolo, don lui corrisponde, e non ha die un chieder Continuo del Mamiani, del Libri e di tùjtti que' lumi dell'italica scienza, sbalestrati-, per colpa d'amare 1?ìttalia, lontani, a vivere nell'esilio, e di loro vuol conoscere le opere, delle quali assai diffi­cile si faceva l'entrata negli Stati nostri.
Bidotto in un vero .nulla, come ebbe a scrivere nel 18-13, nella stessa desolazione non può godere una quiete sepolcrale. jNon gli mancano le gravi molestie, né gli era mancato il rifugio della pri­gione, perchè egli nutre in petto speranze fervide di gloria italiana,