Rassegna storica del Risorgimento

PELLICO SILVIO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI
anno <1915>   pagina <312>
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Luigi Piedoni
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le tue nuove e quelle della bella ed ottima compagna eie' tuoi giorni, uia <She avrei voluto Intendere nuove anche più consolanti. Cioè che tu non fossi più. stato ammalato, òhe non t'avessero più cavato sangue, che non tó" sentissi penato da fiacchezza, e che mi dicessi : < Mia moglie ò madre d' una creaturina che nascerà nel tal mese. È poi avrei voluto che la grandine non avesse colto né punto uè poco i tuoi campi, e mi duole del danno che t'ha recato, sebbene pur t'abbia essa usato qualche riguardo, -in paragone de' tuoi vicini.
Dopo la lettera che t' ho scritta l'altro dì, ,'iko passato qualche di as­sai brutto, non solo per le mie misere palpitazioni ed oppressioni, ma perchè le mutazioni pazze dell'atmosfera hanno cacciato improvvisamente nelle ossa di mio fratello un malanno reumatico o artritico che per 2i ore fii violento, da tenerlo a letto, il che è cosa grossa per lui, avvezzo a non voler porsi in letto fuorché per dormire. Una copiosa traspirazione e purgante!)i e digiuno l'hanno salvato da quo' tormenti e dalla febbre che li accompagnava. Ora sta ancor dolorando, ma confortevolmente, e si alza. Io temetti avesse da essere nna grave malattia; sia ringraziato il Cielo d' un cosi pronto miglioramento.
I Barolo saranno a quest'ora nelle montagne del Tirolo, e di li tor­neranno presto, traversando ne' Grigioni. Credo che nell'altra mia let­tera t'ho detto essere stata non poco ammalata la Marchesa, prima ohe partissero da Torino. S'avventurò convalescente al viaggio; Dio voglia ohe non ne patisca !
Pallavicino è al castello di Masino, pigro al pari di te, al pari di me, per la corrispondenza epistolare. Non mi scrive, e cpiifesso anche che non gli ho scritto; ma so da una lettera della contessa Eufrasia ' ch'ei mi vuol bene con tntta l'anima. T Guasco sono a Enti*, evochi giorni fa l'avvocato Brignone mi disse che stavano tutti benone. Sono privo di notizie del mondo. Ma tu mi dai una grande e cara notizia che vai più di quelle del mondo: cioè che -stai -occupato ad un lavoro letterario più. ampio degli altri tuoi. Ne godo per te, per me, peT tuoi futuri leggitori. Ti auguro le più belle e felici ispirazioni, e il cuore mi dice che le avrai. Ma che fretta di chiudere la tua lettera ! Perchè non dirmi qual sia il tuo lavoro 1 Voglio saperlo.
Tante cose, ti prego, alla Moglie e alla Sorella, ad ambe le quisB bado rispettosamente! .'la mano.
T'abbraccio e sono di cuore
il tuo Sixvio PELLICO,
Mi giunge una lettera che m'inquieta. Il Marchese è stato colpito dal freddo a Milano, è giunto con febbre e dolori a Verona, e giaco colà
t La contessa Eufrasia Solare di Vfllanova, aposa del oonte Carlo Francesco Vftlperga di Masino, nel cui costello era ospite il marchese Palhvvioiuo.