Rassegna storica del Risorgimento

VIEUSSEUX GIOVAN PIETRO ; GIORDANI PIETRO
anno <1928>   pagina <282>
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Francalo GWMfo'ft(i
Non vi dolete, niiitì< caro, s DON ì scrissi nulla dell'Antologia- Estintore;: Jfo. sempre la leggo con jnolta iiiyioii sempre la aspetto cou gran desiderio. Ha- quando non trovo osa clic ini pala incolto 8traoro3i)* non vi secco di lettere, che già tanto siete oc­cupato. Avete 1tn la storia del Botta? Che e dicono cosi:!' ì*Aiu tologia ne parlerà?
Se potete fare avere miei cordiali saluti al veramente prezioso Mayer, mi sarà gran favore, Be avete nuove del carissimo tàtoàs. datemene di grazia. L'Ottimo e caro Gabella è ben dolente che per eccesso di briglie e di tribolazioni non abhia ancora potuto sod­disfare a quel che vi deve. Ma crediate pure, ch'egli farà tosto che potrà; e quel che farà sarà fatto bene, perchè quell'angelo non può dare altramente.
Mio caro "ben carro Vicusseux vi debbo anche molti ringrazia-mfii'ti affettuosi per la carissima vostra dei 20 novembre. Oh se non foste tanto oppresso da> fatiche gravi e continue; che santa ca­rità è in voi il consolare di lettere non brevi questo povero relegato* condannato allo spettacolo di tante stoltezze e iniquità e miserie!
Addio caro : mille felicità auguro a voi, e a tutti i vostri. Ri­veritemi il fratello e la cognata. Conservate la vostra benevolenza a chi tanto vi deve e tanto vi ama. Addio addio.
P.S. Ricevo l'Antologia d'ottobre: ve ne ringrazio di cuore. "La leggerò al più presto.; è ve ne scriverò.
37.
3 Febraio (1833).
Mio caro Tieu.sseux. Vi sciassi il 19 dicembre. Poi avendo sa­puto la grave malattia del padre, e facilménte imaginato le vostre angustie, mi tacqui, per non disturbarvi. Ora e della salute di lui e di voi aspetto nuove: che fa il buon Marzucchi? e il Capei è an­dato al posto di lui? Che fa Leopardi? Vi prego salutarmelo, e di darmene nuove: e (fra noi) vorrei sapere com'egli supplisce ora à' suoi bisogni : perchè dal padre non credo possa sp,erare ; è morto il povero Colletta imagino finita quella provvidenza. Che fa la si­gnora Sofia? Vi prego di ricordarmi a lei, e a vostro fratello, e la cognata. Salutatemi l'ottimo Lambrnschini e Lapo. Come va l'A­grario? E' un pezzo che non ne sento parlare. Avete poi potuto com-