Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; FER
anno
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1928
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pagina
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423
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abitanti.- Un governo provvisorio si è 'stabilita . JPalermo riconosciuto da tutti ttfejM Isolani La convocazione di nn Parlamento sulle norme della Costituzione del 181? 'è; in via di avere -efefrtOi X'n. alto costituente che venisse dal Re eguale a quello che avrà la parte continentale de' suoi dominii non varrebbe molto tenendosi fortemente a volere 'cifre il Parlamento siculo si próìijci per il nuovo l>ató: costituzionale. Qui sì pensa olii accordare un eparato Parlamento alla Sicilia, sì, innestandolo con quello di Napoli per mezzo di una giunta permanente di pari numero di deputati per regolare gli interessi comuni delle due -frazioni di Stato4 e collegati con quello degli altri Principi italiani. Viene assicurato che la costato -zione napoletana ieri presentata al Re dal Ministero e che oggi si incominciò a discutere comprenda disposizioni da*, contentare abbastanza il desiderio di quelle popolazioni : ma malgrado ciò la Sicilia tien fermo a non voler la consegna di un tale atto dal suo Re, per la ragione che sostiene di essere nel possesso di una costituzione del 1812 e prima ancora senza che il suo diritto abbia mai cessato. Per dar luogo ad un tal diritto si accerta che il nuovo patto farà menzione a favore della Sicilia della preesistenza del fatto medesimo. Ah! che ciò non basta a quel popolo siculo in possesso di nna vittoria che costò molto sangue e che si distingue per fatti del più eroico coraggio della più sublime virtù! Ohe fare? Penserei che da Roma, da Firenze, da Torino, da Genova, da Ancona si staccassero persone, che s'interponessero recandosi a Palermo per assestare una pendenza che minaccia ben tristi conseguenze.
Penserei che da qui una numerosa e scelta parte di abitanti si recasse pure colà onde fraternamente comporre il disgustoso affare. Se voi voleste prendere, voi, Massimo e massimo fra quanti sentono nobilmente e rigorosamente per la patria non fareste altro che cosa buona a parer del vostro Amico. Non serve vi dica che adoperando l'influenza vostra per far valere le mie idee nelle indicate città meriterete ognor più verso chi tanto giustamente vi ama e vi stima. E' inutile dare ad Azeglio una norma qualunque per regolare quanto ho proposto, che intendo però subordinare alla sua mente e al suo onore.
Qui le cose vanno tranquille, e forse forse féppo, il che mi fa credere che languidi siano gli stimoli della pubblica fiducia. Il Ministero nuovo non è composto in modo per una metà almeno da