Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; VENEZIA ; MANIN DANIELE
anno <1928>   pagina <429>
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per paura, da aJtj-nn.ii,- estui pòi stati folti di sua mano dal Manin stesso ed eran rutÉM'fe-éh<' minaeciosiy specialmente il secondò' Che chiama va il Maimin. Wclla mmim}. ÉP del 22 Marzo, fr fmma....* MiBaeeìe qui, mi pare,, non ce ne: ÉÌp punto : questa è una specie di manifestazione ; e queste son cosev .: cittadini, da rìdere e non da farne un caso tanto grande!.
In quanto all'assembramento, la storia che io conosco è sempli­cissima, ed è questa. Quando io sono uscito dall'Assemblea perchè si trattava di argomento, cui la mia delicatezza m'imponeva di non prender parte, io ini sono recato al Governo ; una grande folla di po­polo si è riunita sotto le finestre del palazzo e gridava : Viva Manin ! "Sono andato al pogginolo, ed ho pregato e supplicato che si disper­dessero, prevedendo bene, perchè gli uomini (che che si dica) li cono­peo, che questo inconveniènte sarebbe stato accagionato a me, ed ho detto questi : VOI AVETE L'ONOR MIO STELLE VOSTRE MA--3 : J GEDERA' OHE IO VI ABBIA APPOSITAMENTE FATTI SOMMUOVERE : SE MI VOLETE BENE, ANDATE VIA. E sono andati via.
Ma, avendo io detto che doveano rispettare l'Assemblea e confi­dare in essa, si sonò portati nella piazzetta a gridare : VIVA L'AS­SEMBLEA, ed hanno gridato strepitosamente: VIVA L'ASSEM­BLEA I Poi uno si è messo sulla loggetta a predicare non so che. Al­tri circondavano questo predicatore, e applaudivano alle sue parole; gente chiama gente, parlai di nuovo al popolo, e si disperse.
Una terza volta, per ragioni che non conosco, la folla si radunò eli nuovo verso la porta della Carta. Vedendo che le parole non basta­vano, mi sono ricordato quello che avea fatto nel marzo (applausi) : paresi la spada, mi sono messo alla testa di un drappello di guardia civica, con mio figlio quasi fanciullo al fianco; sono entrato nel cor­tile dell'Assemblea : e qui, prima che il popolo entrasse in questa sala, -sarebbe passato sul corpo mio, e di mio figlio. Poi, io parlai nuova­mente, per la terza volta, al popolo : e questa volta con vigore tanto e si grande, che il popolo si disperse affatto, né più si rannodò. Io Credo che non si possa domandare di più (applausi fragorosi) .
Ma il Tommaseo, da poco tornato di Francia, aspro e catastro­fico come assai spesso, così parlò in proposito e in risposta al Manin : Prevedevo, > cittadini, la necessità di fare sopra uno spiacevole ar­gomento nuove parole; e le ho preparate in iscritto acciocché fossero più misurate al concetto dell'animo mio. Tanto più m'è facile usare moderato linguaggio rispondendo, che sento la ragione essere dal