Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; TORTONA ; CARBONE DOMENICO
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1928
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QW!ÌtMwu .0 Wblioyrafiù.
adoperata dagli agenti francesi pei* creare incidenti a Nizza come in, Savoia, la maldicenza dei giornali, la prepotenza dèi marinai e militali, indettati da Parigi, minacciarono spesso la quiete di quei paesi, sicché, per un istante, il Cavonr temette che consoli e provocatori ricevessero un sacco di legnate da quei iCrtjfc'aiiLinl. 3S, poi, tutte le minuzie, tutti gli spostamenti di personale e truppa imposti per fabbricare l'ambiente utile al plebiscito; tutte le difficoltai opposte alle giuste richieste del ministro sardo per salvaguardare almeno i nuovi confini, che il Regno sarebbe venuto ad avere colla "Francia, o per conservare quelle preminenze, che antichi trattati avevano assicurato alla Corte Sabauda, giustificano più che pienamente gli sfoghi di Vittorio Emanuele ti, del Cavour, del Nigra e di tutti gli altri che presero parte a quelle trattative; giustificano i timori e i moti svizzeri per occupare almeno il Faucigny e lo Oha-blais e la zona savoiarda neutralizzata.
Di fronte a tanta spregiudicatezza, merita la più alta attenzione per la sua finezza ed opportunità., l'arte colla quale il Cavour, abilmente sostenuto dal Farini, dai Eicasoli e dagli altri grandi italiani, riuscì ad impedire l'intervento austriaco nell'Italia centrale per ricondurvi i principi spodestati, e a fare perfino dall'Ausi ria dichiarare, nella sua protesta della fine di marzo 1860, che non avrebbe aggredito la nuova Italia, anzi le avrebbe permesso di organizzarsi, riservando però la propria libertà d'azione pel caso che fosse essa stessa stata aggredita nel Veneto, o fosse scoppiato un moto rivoluzionario nell'Italia meridionale. Le annessioni volontarie furono ricattate colla cessione, imposta al governo e alle stesse popolazioni locali;, di due generose provincie; il cui sacrifizio oggi per la prima volta può essere misurato in tutta la sua profondità e verità e ci prova quale somma di acume diplomatico e di .alto patriottismo dovettero spendere il Cavour, il Mgra, che comparisce in questo volume in tutta la potenza del suo ingegno, e Vittorio Emanuele, per far fronte alle pressioni dei ministri e della corte francesi, assai più esigenti di Napoleone HI, che è e rimane il solo vero amico dell'Italia, al di là dall'Alpi. Maravigliosa concordia di piriti è pur quella che traspare in Italia, ove tutti collaborano agli sforzi del grande ministro sabaudo nella sua lotta per salvare l'acquisto è acquistare l'acquistabile, e del Be che discute con Pio IX incerto sin anche sulla propria condotta e con l'Antonelli subdolo e prepotente v