Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; TORTONA ; CARBONE DOMENICO
anno <1928>   pagina <471>
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Recensioni e Bibliografia 471
Fiero delliv Macllzioni famigliari, Vittorio Emanuele mai piegò innanzi alla sventra negli anni della rivoluzione e dell'Impero Fran­cese e fu tenace nel consigliare la resistenza : tale il suo contegno per mantenere integro lo Stato quando, nel 1796 e nel 1798, dopo lunga lotta, Vittorio Amedeo III e Carlo Emanuele IV cedevano demora­lizzati alla Francia vittoriosa. Del suo fiero atteggiamento dinanzi ai rappreseittanti del nuovo regime d'oltre Alpi, si ha prova evidente nella risposta, che diede al generale Kellermann quando a lui si ri-volse coll'invito di persuadere Carlo Emanuele IV ad entrare in lega offensiva e difensiva. U. Duca 'd'Aosta dichiarò nettamente che solo l'impossibilità di continuare la guerra aveva fatto piegare il padre suo, che il trattato*di pace non imponeva altre condizioni, oltre quel­le note ed eseguite, e ch'egli non avrebbe mai consigliato al Re azio­ne contraria ai suoi sentimenti.
Salito al .trono il à Giugno 1802, Vittorio Emanuele persìstette nel suo energico <jI*tegno verso la Francia e nella tenace opposizio­ne alle nuove idee, che dalla nazione latina si divulgavano.
Rifugiatasi la Dinastia gabauda in Sardegna, Vittorio Emanue­le;, coadiuvato lai fratelli Duca del Genovese e Conte di Moriana, dedicò cure assidue all'amministrazione ed alla conservazione dell'i­sola, rafforzandone la difesa. Il governo della Sardegna fu, per al­cun tempo, affidato alla Regina Maria Teresa, di cui il Segre trat­teggia la figura morale. Egli riporta brani di lettere, indirizzate agli intimi, narra episodii, da cui traspare quanto notevole sia stata l'attività politica sempre svolta dalla Sovrana.
Tornato in Piemonte dopo la Restaurazione, Vittorio Emanuele fu accolto con vibrante entusiasmo dai suoi sudditi, legati ai Savoia da affetto devoto.
L'amministrazione napoleonica aveva gravato duramente sulle popolazioni e se, infrangendo le barriere secolari fra le classi della società, aveva innalzato la borghesia, aveva però esasperato le masse rurali colla coscrizione e colle requisizioni. Perciò il ritorno all'an­tico era deplorato dall'elemento borghese, accolto con soddisfazione daì rurale.
H Re ed il Duca del Genevcse, gelosi conservatori delle preroga­tive reali, convinti del diritto divino della monarchia, non si piega­rono alle novità : restaurarono in tutto le vecchie istituzioni, non te-nendo conto dei mutamenti profondi causati dalla rivoluzione fran­cese. Fu errore gravissimo, che li fece giudicare severamente dagli nomini del Risorgimento.