Rassegna storica del Risorgimento

1825 ; BARI
anno <1928>   pagina <500>
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Cacciatori di linea al comando del cav. Salvatore Laudi, siciliano, tra i primi dei molti siciliani ctii vien concesso, e più lo sara> coti apposita legge dal 1825, il privilegio di acquistare a prezzo i gradi militari: a donde si videro capitani e tenenti in culla, come il Flores, il Cataldo, il Viglia, i due Nunziante, il Ghio (10). Uomo dì scarsa cultura egli appare ìri questo biglietto, che è negli atti, indirizzato ai commissario di polizia SpazaamjH I*'individui a margine segnati domattina si presenteranno ad ISUa . Fino al 1815 i siciliani non militavano che in Sicilia ; ora, che si considera unico l'esercito, il dissenso tra siciliani e peninsulari è acuito dalla nu­merosa burocrazia napoletana inviata- in Sicilia e dai molti mili­tari passati nelle province al di qua del Faro ; e il governo sembra volersi giovare del malcontento degli uni e degli altri. Attorno al Landi è una bieca consorterìa di ufficiati, tra cui vengono segnalati come ultrarealisti un tenente Cocco, un tenente Salsedo, un tenente ìÉinlélli, che, dice Giovanni discuoio, i liberali descrissero come un pessimo soggetto e calderaio . V'è Un'aiutante del bat­taglione a nome Domenico Parente, nato a Positanos sul promon torio sorrentino, in provincia di Salerno; e invoca a titolo ; d'onore e di .accreditamento presso i liberali i precedenti patriottici di sua famiglia, che dice vittima della reazione ai moti del 1799, vantan­dosi vecchio massone e carbonaro. Faceva pompa dice Ric­cardo Oocco, che fu una delle vitime. delle sue alte cognizioni nelte materie settarie, precisamente in Massoneria, e delle lunghe conoscenze acquistate in ispecialita- in Sicilia nel tempo che ìsfàede ivi distaccato . V*è un sergente Pietrantonio D'Emilio di Giovanni, é.ftn caporale Giovanni Criscuolo dì Gennaro, entrambi napole­tani. H Criscuolo è conoscenza della polizia fin dai 1818, quando fu tratto in arresto per causa di rissa con ferimento di due gen. darmi ; caldo cospiratore nei moti del 1820-21 e gran maestro d'una Vendita Carbonarica avente sede in casa sua, ove sparlava contro fi governo monarchico. Nel 1822, carcerato a Santa Maria Appa­rente per aver concorso, armata mano, alla .liberazione d?un arre­stato dalla forza pubblica, ottiene la libertà provvisoria sotto con­segna ; ma. a dicembre tornì* in carcere sotto l'accusa di furto ; e riuscito ad ottenere il non luogo a procedimento, viene inviato, nel 1824, al ]Mtt Albergo dei poveri a disposizione del Ministero
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