Rassegna storica del Risorgimento

1825 ; BARI
anno <1928>   pagina <503>
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PolfeiQ Miàltvre tipi Ìiarvs0 tlurantr l'unno 1825 sos
Jtgissej 3 Costituzione. Ferventi caMwari Mano stati gli aiM figli rlJSfeiPSì, Retano *Éuseppi tuttofa dimoranti Bait leftta, ftaeie e MMppOì ufficiali dell'esercito esiliati per ragioni di srtato, e (Giovanni, ufÉeiale di e-avalleria e- dallo insieme 0 qui*. sto :Oitfcegy,i;iine-ni.o liberale di tutta la famiglia, derivava, -gran tA bameato nell'azienda domestica ;< onde il i?lfcjpe, liejìmatt) fe cliiaitivaì Dall'epos '<ÉI elibsp fermine l'ultima rivoluzioue, della (piale due miei fratelli stana; risentendo le amare conseguenze per trovarsi relegata neUe isole fella Massai, no dovuto d'editarmi alla COlturlu .dei 'feelai della mia lancila, Jjatati quattro niiiglia da Barletta quesa oeeupasenk ani tiene Otto mesi lontano Jafe >cif tÉ " Ite fu wbonatfO,, nifi a quel tempo era in Puglia ina pei. regrinav col tenerissimo amico Carlo Troja, a Bologn a Pisa, a Livorno, m. Wvmm, gii iena, a Roma, quel Saverio Baldacchini, tksd* lÉÉPiM nel 00 e tornatovi il I8 eae'allora faeea della politica alla maniera dì Basilio Puoti e del marchese di SJontrone. ammaestrando la {jjiovemtù nelle lettere italiane, e M M saieM stato deputato al Parlamento napoletano e direJfeoj< generale della pubblica istruzione, e avrebbe diretto II Progresso fondato da (altfe seppe Ricciardi, e con Carlo Troja ed altri collaborato al Tempo, e mei Ì861 sarebbe stato deputato di Barletta à Andria al Parla-mentoftealiano, ié alcuni pini dipoi senatore. H fratello di lui Mieltèìé, tutto dèdito alle ricerclie; (< storia e del pari assente da Barletta, aderiva alle aspiratomi degli, amici. E ben vi aderiva Saverio Barbarisi, nato a <3rato di madre barlèttana, endice '.di pace a Barletta durante il decennio e poi tornatovi ospite del cu­gino Filippo De Gennaro, in congedo dal suo posto di magistrato per avere sdegnosamente rifiutato di inquisire sul movimento set­tario di Capitanata.
L'egregio Benedetto PaOlillo, bibliotecario della Sabino Lof­fredo di Barletta, che narrò i fasti della Carboneria di quella IGaeta.,, enumera sette Vendite che vi si sarebbero aperte dal 1812 al 1820. riunite il 1820 nella Vendita unica detta la Q-ran Mon­tagna sotto il gran maestro Francesco Saverio Velasquez, notaio; ifr tMi'Ia di una Loggia massonica antéiópe W tutte le Vendite, con sede al palazzo Pandolfellit munito di nuovi nascondigli e vie segrete. Le annotazioni cantico e <c antichissimo ,he nello elenco dei carbonari accompagnano alcuni nomi, inducono a cre­dere1, che costoro fossero massoni passo ti in Carboneria, abbando-