Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno
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1915
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pagina
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336
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386 Domenico Spadoni
E il 25 dicembre egli tornava a seri vere anche con piti insistenza a Napoleone : Io aveva indicato a Y. M. il solo mezzo che restasse a prendere. Ella V ha sdegnato o almeno Ella ha serbato il silenzio, e questo silenzio ha dovuto avvertirmi che il mio piano non entrava nelle sue combinazioni.
SirOj Credetemi : la proclamazione dell* indipendenza d'Italia in una o due potenze che avessero il Po come confine, salverebbe V Italia. Senza ciò V Italia è perduta irremissibilmente. Essa sta per sser di nuovo smembrata, e lo scopo del vostro sublime pensiero kit- affrancar i5 Italia, di renderla nazione, dopo averla coperta di gloria, è ornai distrutto. Mettete al presente a mia disposizione le province al di là del Po, e io garantisco a Y. M. che l'Austria non passerà l'Adige j voi sarete ancora nelle negoziazioni della pace generale l'arbitro dell' ItàH :e voi vi sarete creato in me un alleato sicuro e potente. Io posso fare con una parola quello che gl'Inglesi e gli Austriaci hanno vanamente tentato a Livorno, a Lucca, a Baverina. Riflettete, Sire; il nemico esorta gli Italiani all' Indipendenza ch'esso loro offre;1 le speranze ch'essi mettono nella mia armata gli ha resi indifferenti a queste proposizioni. Ma resteranno essi sordi a queste offerte se il re di Napoli non realizza le loro speranze e contribuisce al contrario a: confermare sa di 'Ossi la dominazione straniera "? No, no. È un errore il pensarlo. Gli Italiani son pronti a darsi a colui Che vorrà renderli indipendenti ; questa è la MiJÉf l'esatta verijtiL Ohe V. M. risponda e degni spiegarsi sur mi punto cosi importante per lefc Il tempo passa, il nemico si rinforza, io; son ridotto al silenzio, e il momento non può esser lontano e io sarò forzato a spiegarmi a mia volta verso la mia nazione e verso il nemico ;...
tloa a storia igmiéM Bologna, Zanicbelli, j; parto I, pp. 96-08. Incoraggiato dall'esempio del Biondi, il Benedetti àoriase anoli'egli la sua odo, obe poro non poto esso stampata e inviata, ai Murai ohe nel maggio. (V. Mariani S. Francesco Benedetti, Arezzo, jÈkì. Sinatti, 1897, -823 XùiKnttt F. Opere puibbl. per ' iiiftuò M é. B. ÒrtandSnji!. ifrcRKO Ì6 Monnier, 1858, Voi. II pp. 277-282). Anche M flPJk Gabrielo Pepo aoritwe in poi tempo un'ode al-V Italia, ÈXG flliludeva con un1 invocazione a Re Gioacchino (V. Peja. ff. 0a-limatia, In Mita. Kapohonlca, Serie IH-IY a. e. p. 648).
i n. Marat alludeva specialmente t yroolama del Nugent generale eo>. mandante le forze austro-britanne Ai fopoU, datato da Ravenna il 10 dicembre 1813 e intestato.: Jtogno d'Italia butiiHiìUlml*.,