Rassegna storica del Risorgimento

1825 ; BARI
anno <1928>   pagina <512>
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lo di GójLojrto;.- Bè disdegna VUtyfìà M <m venditore t?acqna gelata a nome Pasquale, accanito settario . è di un Pietro Lauro?à, brigante amnistiato. Una folla insomma, che poifcebbe: 'anche essere incompleta. Gli elenchi pubblicati dal Paolillo ci danno come car­bonari : il Salminei Vincenzo fu Felice, farmacista, di cui il Cri-scuoio ignora il nome j Giro Dibitonto in iNiigi, possidente ; Francia Ruggero fu Gennano, ohitarraio, di cui Cbiscuolo non dice il nome ; il canonico Francesco Ortona fu Nicola; SI Vincenzo Losito, mer­cante. V'è un canonico di cognome Raffaele e di nome Orazio fu Giuseppe, che Oriscuolo designa di nome don Raffaele ; v'è un Vincenzo Ricco fu Francesco, muratore e non chitiarraio ; non v'è Riccardo ma Raffaele Daviho di Domenico, calzolaio ; non vi sono gli altri.
H 29 maggio 1825, secondo il Oriscuolo, i cospiratori si aduna­rono a via del Cambio, indi recaronsi a- cenare a! <eonvento dei Cap­puccini, incontrando per via i due pceti, éfee rifiutaronsi di accom-pagnarveli. H 25 giugno altro convegno dai Ricco, chitarraio egli dici-, muratore corregge M. Paolillo; e vi sarebbe intervenuto un andriese appositamente delegatovi dai carbonari di Andria. Altro il 29, giugno in una casa eli campagna di.Ciro Dibitonto nei pressi del santuario dello Sterpeto a circa due miglia da Barletta ; e sono ventisette barlettani, quindici ancjMègii, tre tranesi. Si cena allegra-mente ; indi si tiene adunanza, fungendo da gran maestro uno dei tranesi, da oratore il gendarme Mangiacapra, da segretario il gen­darme Delgiudice, da assistenti il Losito e il Dibitonto, da esperto il Mai-esca, da maestro delle cerimonie il narratore Oriscuolo, da co. vjatorè un altro tranese. I soli dignitari hanno modo di stare, ise ènti; gli altri devono acconciarsi alla meglio. Non vi sono simboli, tranne una croce ; e nelle veci della scure il covritore tranese bran. disce un coltellaccio. Si fa nelle forme prescritte la cerimonia del­l'ammissione di Riccardo Davino; e si parla di politica.
La festa di San Teobaldo, protettore della Carboneria, ricorre-va il primo di luglio, ma i carbonari di Barletta, di Trani e di An­dria andarono a celebrarla, dice Oirscuolo, il 4 luglio in una pos­sessione del duca Carcano in agro dì Canosa a circa cinque miglia da Andria. discuoio vi sarehbe andato col Davino e con Ruggero Acquavi va, altro cospiratore che non è nello elenco del Paolillo, fin dal giorno 3, e con l'aiuto degli otto guardiani del duca si sareb. be preparato il convito per l'indomani. Vi passarono la notte, dice ; e al mattino successivo il discuoio lavossi il viso nell'acqua di