Rassegna storica del Risorgimento

1825 ; BARI
anno <1928>   pagina <524>
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trapiainata ad And ria, a Traili, a Barletta, tras-rétava quei giovi-nastri ad Gustisi) che sarebbero risultati di danno per l'opera intra­presa;, e die in certo modo lo fortuna pei perseiitiiti. rendendo fa­cile smontare. accuse Mvajffce- in un affastellamento dì fatti immagi­nar i e in aperta qtpftiÉoutf 1fri lim: conseguenza appunto deli disordine tramezzo a cui erano escogitati. I/audacia della menzogna fu tolMda potersi quasi intravedere piuttosto il proposito di vendei forno al maggiore Laudi per venirne ìimeritafòi, :<lbu l'avanza mento di grado, anziché il desiderio di servire alla giustizia. Dovette spe­cialmente prevalere l'idea di colpire cittadini e funzionarii al Landi invisi : fàeMargli gli aseensi a cui intravedevano che egli lam­bisse. La mira a soppiantare il sottointendente apparve cliìara nel fatto del subitaneo trasloco del Filangieri e dePÉfà0 dato u! Landi per circa due anni li reggere la sottointendenza quale regio commissario : il che non dovette essere estraneo alla gita del Laudi a Napoli, mentre i suoi cagoottìi imbastivano il romanzo della Ven­dita in BarTi; al vjgideile ÌM, intitolata I figli della libertàa>'j della larga diffusione ivi della Carboneria, e delle frequenti adu­nanze settaiie, e del meniamo dei carbonari andriesi e tranesi : della attività che a Trani e ad Andria, comuni importanti di quel di­stretto e tanto prossimi al capoluogo, la Carboneria spiegava. La stessa persecuzione particolare agli Esperti mirava a nuocere o! Filangieri, legato ad essi da intima amicizia. Quando questi attacchi indiretti parvero noti bastevoli allo scopo, non si esitò a colpire il ITìlangieri con accuse personali. E il Otusèiiplo raccoglie e comunica Mlé il sòJiQÌntendente dichiarato, eli e se il maggiore Landi non, tralasci* di eder di malocchio alcuni galantuomini da lui cre­duti appartenenti alla Carbonerìa, avrebbe i mezzi per allontanarli impiegandoli in diversi luoghi del Distretto . Anche peggio : dice jpt Ctecuolo avere il sottointendente disposta una festa da ballo per la sera del 24 giugno onde solennizzare la festa, di San Giovanni Battista, protettore della Massoneria, avendo in progetto di forvi intervenire il maggiore Landi, affinchè anch'egli, benché di opposti .iSentiuientì., avesse celebrata la festa medesima . Questa non ebbe luogo, e .tuttavia il sottoin tendente venne punito.
Ha la responsabilità* degli errori, che si attribuiscono al sotto-intendente, risale, secondo il Landi, alla scarsa chiaroveggenza ed energia, fors'onche alla scarsa fedeltà, dell'intendente Montemiletto. Come escludere che il Laudi aspirasse ad un commissariato regio più importante di quello d'un distretto e vagheggiasse la più alta magi-