Rassegna storica del Risorgimento
1825 ; BARI
anno
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1928
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pagina
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529
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Polfàki MfUta.w l Wairme durante l'ama iS2
iattista D'Elia, recatosi ad Andrìa, traeva in arresto il maresciallo Fischettì; e nella stessa notte venivano arrestati: in Andrìa, il 38fàÒWdo Fasoli dal giudice regio Tommaso Cteofiìo; Jn TranS, il 4t(ai.fàiìfQ Màcola dal giudice regio federico de Mattia; in Baiv letta, i gendarmi a cavallo Giuseppe Laterza e Gaetano Mercadante dal tenente di gendarmeria Presti, Cosmo Episcopo, ottonaio, e tàimeppe Mangiarapra dairispettore dì polizia. H giorno dopo, alla tOrcè degllì speeeihlj tra Bari e Mola* 51 sergente di gendarmeria a cavallo Francesco Defeo eeavasi ad arrestare il barlettano Camillo Delgìu<Hce, guardia di Finanza-, Il 6 dicembre, ad Altamnra, tu casa degli eredi del conte Francesco Viti, di cui era ospite per una partila di caccia, veniva arrestato Giuseppe Esperti dal sotto intendente Giovanni Lentini. In seguito si cercò invano per tutta la provincia un gendarme a piedi che avesse il cognome Sette e fosse nativo di Barletta; e si discusse a lungo d'attorno. Vera un napoletano Luigi Sasso di Clierubino, gendarme a piedi; e fu scartato. V'era un Vincenzo Sessa di Donato, da Biseeglie, nato nel 1798, gendarme a piedi nella caserma di Barletta, che arrestato dal coni- .. tòissario D'Elia il 21 maggio 1826, fu dal Criscuolo riconosciuto eome quegli die aveva inteso di accusare. Araba fenice fu del pari lungamente quel frate questuante cne ÌMscuolo diceva aver funzionato da San Teobaldo il 4 luglio 1825 al banchetto nel casolare di campagna del duca Careano. Dopo molto cercare* il 15 maggio 1S26 alle ore cinque e mezza di notte, cioè un'ora e mezza dopo mezzanotte, il commissario D'Elia,. accompagnato da Criscuolo scortato da un tenente di gendarmeria e da undici gendarmi, che aveva richiesto ce per un affare che interessa sommamente l'alta polizia , invase il convento dei minori osservanti a Santa Maria Vetere presso Andrìa, fece aprire la- cella del frate Michele Spione, e lo trovò che dormiva profondamente, russando come un snino. Bichicsto, il Grìscuolo dichiarò la identità dell'accusato. Ammanettato fra Michele, ne perquisirono la cella e vi sequestrarono alcune carte, fra cui ve n'erano due coverte di numeri: l'una, dice il processo verbale, era una carta di Buonafficiata data da padre Francesco di Buvo, per la cui interpretazione fu fatto ricorso ai lumi di don Nicola Dell'Erba, posfciere del regio lotto in Andria; J'altra era copia della regola di Bntilio Ben incasa per vincere al lotto. Così degli undici arrestati sei erano militai, uno frate, quattro borghesi, 13) prestigio del regio governo non ci guadagnava. Lo Spaziano (o Spasiano) arrivò a Bari il dieci dicembre, e tu