Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno <1915>   pagina <339>
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Bfc Nel centenario del proclama di Mulini 330
metà questa popolazione. I suoi arsenali, il suo commercio, la scia marina, s'estendono nel medesimo tempo. Essa toglie alla Francia il commercio di Levante, la preponderanza nel Mediterraneo, e, forte della sna posizione tra una catena di rocche e i due mari, essa diviene la prima potenza del Mezzodì. Due principi sono stati collocati in Italia da V*. M*. A quale de' due apparterrà questa coronai 11 Viceré... sarà egli spossessato in favore d'un principe che ha un po' troppo mostrato che i suoi interessi non son più quelli dell'Impero e che non protegge ne' suoi Stati né i privilegi, né il commercio dei sudditi di V. M. ! E dopo aver il Oaulaincourt dimostrato la maggior convenienza per gl'interessi delPImpero di fare in Italia due stati, separati tra loro dallo stato neutro del Papa, egli concludeva dicendo che ogni provvedimento sarebbe stato ornai tardivo e inopportuno, e consigliava sul momento di tenere a bada il re di Napoli senza pronunziarsi.1 E difatti Na­poleone preferì temporeggiare e non concluder nulla di concreto, e solo nelle vane trattative di pace si mostrò disposto a dichia­rare alle Potenze coalizzate il riconoscimento dell'indipendenza intiera dell'Italia, divisa però com'era in due regni. Così Napo­leone fini con l'alienarsi completamente il Murat e col perder l'Ita? Ha e sé. stesso.
Frattanto Gioacchino, che smaniava non meno dei patrioti e de' poeti d'Italia di farsi campione della nostra unità e indipen­denza nazionale, aveva in quei giorni autorizzato il ministro di Polizia Oampochiaro (quello delle pratiche di Ponza) di dichiararlo al Graham segretario di lord Bentinck, da lui inviato a Napoli per rappresentarlo : Quello che il Ee vuole è di divenire il capo dell' Italia unificata, è di fare dell'Italia una e indipèndente un grande Stato, capace di tener testa ai progetti ambiziosi della Francia... Ohe gli si garantisca il trono di Napoli ed egli mar­cerà senza esitare per conquistare e affrancar l'Italia. Per questo a lui occorre l'alleanza dell'Inghilterra. Egli per terra, l'Inghil­terra per mare, e l'unità dell'Italia è fatta . E aggiunse che Gioac­chino era del resto deciso a difendere il suo trono verso e contro tutti, che giammai egli avrebbe rinunziato alla sua corona e ch'egli le avrebbe sacrificato tutto, anche la vita. Il segretario del Ben­tinck, impressionato da queste dichiarazioni, nel suo rapporto
1 WBIL, XO prillo* JSugèttè eco., Toma HI, p. 802.