Rassegna storica del Risorgimento

1825 ; BARI
anno <1928>   pagina <545>
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Polfaia Militali' udì livreati! dwaidi} Vmmo 1825 oit
stanchi reclamavano, e nelle bisacce canea te sul soni uro di Zugaria è*ano, due buono pizze ofliel'te da Porzio. Per il clic, fattasi girare lai cassetta dei suffragi , si raccolse quello che in Massoneria chia-niasì l'obolo della vedova e elie ammontò a grana dodici e mezzo, pari a cinquantatrè centesimi, <( sì diede quadruplice amore alla morte nostra protettrice, si fece la catena, è ripetuta la pawflk passo si die' termine alla meditazione* Si tolsero gli emblemi e la Ie5fé- fu. iraata 1 tavola per renare, Finii la Mm Matera cantò dei brindisi in onore dell'allegria e della nostra anione. Così narra Cocco; e lo Stefanelli aggiunge quest'ultimo particolare : Smorzaij i lumi, uscimmo tatti da quel locale pei* andarcene. Dati, appena pochi passi, De Giorgio si ricordò di aver mancato all'at­tira tàmonia, del bacio scambievoleàfksno ordine tutti ci fermammo e ci situammo in cerchio. De Giorgio fu M, primo a baciare ciascuno nell'atto; che stavamo con le inani incrociate. *àd esempio di De Giorgio ciascuno di noi praticò lo stesso. SÌ e3ÌSè il Creolo, e l'aiutante Parente con Matera e coi eottufficiali si diressero per la via che mena a Barletta, noialtri presinio la via di Andria, ove ghmsimo sul far del giorno e ci ri tirammo nei rispettivi alloggi .
Questa fu l'unica adunanza generaléL Sé ne confrontiamo il rito eon il della ijJarboneria, quale Ce lo descrive un documento edito dal libro inglese che la signora Maria Cavallotti tradusse in italiano (30), troveremo molte affinità. H pagano carbonaro bussa come il mortale del La tomba e deniuiCil; j Stie generalità. != terrogato che cosa cerchi risponde : la luce ; nella tomba si cerca la morte . La prova di coraggio del carbonaro è una pas­seggiata notturna nella campagna, poi il passaggio traverso al fuoco e la mostra d'una testa troncata ci della mano troncata d'una spia. Qui a Criscuolo si domandò il passaggio sulla legna che doveva es­sere ardente, si ordinò a Stefanelli di ammazzarsi con la baionetta. Ai 'tronchi óValberìj davanti ai quali son seduti i carbonari, sostitui-seesi dagli spettri il tumulo dì sassi sorreggente la lapide. Il car­bonaro giura di guardare scrupolosamente il segreto della rispet­tabile Carboneria , sotto pena, altrimenti, che il mio corpo sia fao in pezzi, indi bruciato, e la mia cenere sparsa al vento . Gli spettri giurano di non rivelare eccetera, anche con la pardlta della
(30) --. Memorie tìóWe 8o(rlet snffmtù naWltaUa meriù/lWiùtt. Traduzione la ir illese Aimrn Maria Gàv notiti. Roma-Milano: Soc. e!. Dante Ali gliteri , 1904