Rassegna storica del Risorgimento
1825 ; BARI
anno
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1928
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pagina
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546
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640
hitò'ffi tiylotf
ttta . Alki pftiwè tt'linafa HOKCitttitfctósi la falct'. e al tipico più gn'ije carliQaai?o Jti. baionetta* ìCjW tótoe pél carbonariì :c* triplice tram-taggiotf cioè' uppiauso,. pi . (quadruplice alawej gli tini e gglt ltri cMiitlo.no a i' tra vagli m con mia cena.
Alquanti gioirai 8Bbty natàat ;GJC0, fu perlustrata dal giudice regio la sua casa; fé Miliardi fa sapere, cìie analoga perqui-sizionèrfetel latta 0 De Giorgio.;, n qual racconta lo SiselIairfM1,, un gtjimiii reCigiiJSiLi Barletta ebbe tin lungo colloquio con Pareiite, indi chiese ar lui òli aecouipaurto' per- un. fa'a'tfaMli strada fino allo abitalo. wtHeì cammino mi fece alte premute pecche gli -avessi pig= Mto quel feMeMifà -M oappcfoita da lui firmato nel inezzoà :ete mi aveva consegnato la notte del venti settembre, perchè temeva, elle qudropettazaone- lusse stata discoperta dagli agenti del Governo. Commosso dalle sue preghiera gli restituii il cartellino,,* elie tenevo conservato nella mia corvatta di pèlle . .dosi quest'unico pugliese, die siasi prestato -air ufficiò di spia, riparò in piccola parte alla sua colpa, .laddove gli altri continuarono u concorrere con la polizia nel gravare la posizione dei poveri liradÉ.
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WìmtaMe Wksì/fl!0i Jfo- tetìo in arresto dal ommissariiO Giambattista D'Blia, Raffaele Ricciardi dal capitano Alessandro Bucarne, Riccardo Coevo dal giudice regio Tommaso Geofìlo, Mariano-Porzio dal sindaco Consalvo Geci in Andria, Riccardo Matra dal giudice Federico fctt-ja- in Traili, la notte del 4 dicembre 1825. Ovro FUGGÌ e Pasquale Zagaria la notte del due novembre 1826 dal tenente di gendarmeria Luigi Presta. Domenico IncMngolo scappo. - discuoio, i sette sottufficiali, Stefanucei e Parente, evidentemenlg colpevoli dello stesso delitto, ottennero per grazia di esaere esonerati dal1 processo in compenso della fattane denuncia. La quale rudi una impudenza rivoltante, e per colmo d'audacia fu ammantata dall'orgoglio del compiuto dovere. Per disciplina di corpo, sen-tenzio quei ragazzaccio del D'Emilio, e per educazione generale dell'armata è di dovere ad ogni individuo appartenente ai sacri vessilli di Stia Maestà .(Dio Guardi): di servire con quello zelo ed onoratezza (I) Che è proprio ad ogni militare . Ed il sergente lmpio