Rassegna storica del Risorgimento
RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno
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1915
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pagina
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340
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340 Domewioo Spadoni
finiva col consigliare il riconosciménto del re di Napoli se si voleva guadagnarlo alla causa degli alleati, mentre in grazia all'appoggio dell'Inghilterra egli avrebbe avuto grandi probabilità di giungere alla realizzazione delle sue vedute, alla creazione dell'unita italiana.1 Ma disgraziatamente per Murat e per gli Italiani, egli si trovò di fronte all'ostacolo insuperabile di lord Bentinc il quale vagheggiava bensì come Gioacchino l'unione e l'indipendenza d'Italia, ma avendo ormai perduto ogni stima di lui, non solo contro le istruzioni; stesse del Oastlereagh si rifiutò di riconoscergli la corona, ma spiegò verso di lui un'ostilità così accanita che non terminò se non quando lo vide fuori del trono di Napoli. Così essendosi conchiusa l'alleanza dal Neipperg con Murat a nome dell'Austria l'il gennaio 1814, il Bentinck due giorni appresso da Palermo ne faceva aspramente la critica al Oastlereagh: Non vi ha a fare alcun fondamento su Murat... Il trattato non solo crea un rivale all'Austria; esso rende Murat padrone d'Italia. Quando si sarà rigettato il Vice re al di là delle Alpi, per chi la sua armata d'Italia e gl'Italiani prenderanno partito ? Gl'Italiani non amano gli Austriaci. La prova se ne ha nella resistenza che-31 Vice re loro oppone con gl'Italiani. Essi preferiscono dunque Murat all'Austria. Egli è divenuto principe Italiano e si è dichiarato il campione dell'Indipendenza italiana. L'intervento dell'Inghilterra avrebbe potuto riuscire a dare P indipendenza al paese. L'Italia sotto Murat sarà una minaccia costante per la Francia e per l'Austria; ma con danno della pace del mondo.2
Così, in luogo dell'alleanza che gli bisognava, Gioacchino non riusciva a stringer con l'Inghilterra che un armistizio e, per assicurar in quella crisi europea la sua corona, s'era visto oostretto. ad accettare intanto la lega con l'Austria a condizioni per cui non nascondeva al suo ambasciatore il malcontento dichiarandogli positivamente ch'egli non avrebbe nulla intrapreso avanti la ratìfica. E ne avea ben motivo: quei trattato significava per lui rinunzia, forse per sempre, a' suoi ambiziosi disegni d'unità e d'indipendenza nazionale, e impegno di combattere d'ora in poi come nemici, non solo i suoi compatrioti e antichi e gloriosi com-
i James Graham a lord William Bentìnck, Napoli 7 gennaio 1814, in WBIL> Le prinoe Eugéne eoo., Tomo HI, pp. 374-75.
WHIL,. fy prvnce Engine ecc., Tomo III, p. 418.