Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE ; TROYA CARLO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI ; S
anno
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1928
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pagina
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573
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miti deciderlo fu Cteiv notizie di lei j ini dolse he sf lindo io allora in villa nów mM tòpaifom(rnifanmem pSMìgmercfe J dieiftt* so: ti quelli che amanole hnona dottrine storiche debbono inarcatiti. pettébà ella abbia sanità 6 tempo fttfig farci presto godere i frotfi flcpe sue iiratoìli iaMene intorno ai pirimordii della, vera sfatia d'jftajiài. Il ii*fl1iè]i!èifiicberon, professore di lettere latine e gret*U-nella nostra ve4 lì Sfittò J)nr ora 'stampare una eleganti* sima villi dell'abate i Oaltj0*. da UH Scritta con amgoM* erntfl Ione e con un raro sapore delFnnrea antichità. Kgli ini corani<tfg 'li ifferirlene un esemplare. Il conte Cesare Balbo in villa, dove la W0k lo t arricchito diirotta>vó flglitroTo,: la soavità, della rata coniugale, Itegli gode in tutta la sua pienezza, non lo distoglierà. flpero>li continuare l'intrapresa storia d'Itìiitnl. faccio Une per non rubarlo troppo spazio di un tempo ch'ella impiega cosi utili-mente, ma non mi rimarrò dal profferirmele sempre co' sensi della pili sincera devozione.
bb.ni,o ed a il', ino servidore Wtitierìffo SGlopìs.
I 8.
Torino, 7 di dicembre 1838.
Kgregzoe Tfee'MMssinio: signor conte,
Era intenzione dèi nostro 'amico il conte pesare Balbo eli. rimettere -al signor camliere di Santa Rosa ima lettera per lei, signor mio riveritissimo j ma tale disgrazia gli è sopraggiunta, lei! pochi giorni, che gli è impossibile il divertire la mente dal dolore jdte la occupa intieramente. Visse il nostro Cesare dieci anni felice per la compagnia di una moglie che in sé raccoglieva le più elette virtù e le qualità le più soavi dell'ingegno e del cuore : con lei aveva diviso la fortuna fi féls1 tempi, per lei si confidava di un lieto avvenire. Otto bellissimi ragazzi son nati da questa unione. Una breve malattia tolse il? vivi l'ottima contessa Balbo, e tutti quelli che la conobbero ne piangono amaramente la perdita ; e lo stato dell'addoloratisi simo Cesare è tale da mettere pietà inèhinnque può col pensiero mi'irend'ei-e quanto sia il bene ohe ha perduto, quanta l'amarezza che gli rimarrà sempre,, ed il travaglio e l'angoscia de' sconsolati SUOL giorni. Ella, che tanto sa apprezzale il Balbo, sentirà nell'animo afflizione pel suo dolore/, e: non mi taci.era d'inflisctfeto se ho