Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno <1915>   pagina <343>
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Nel centenario del proclama di Rimini 343
dubbio circa il significato dell'alleanza Austro-Napoletana e le in­tenzioni delle potenze collegate sulle sorti d'Italia.
E tuttavia, nell'animo inquieto di Gioacchino, tornava insi­stente a far capolino il suo sogno, e, fra le angustie in cui dibat-tevasi, tentava ancora l'indole sua avventurosa e generosa, come una soluzione liberatrice. Per cui il 7 febbraio egli ordinava al geu. Pepe di progettar l'ordinamento d'una Legione italiana a Soma o a Firenzel e il 17 febbraio al luogotenente Catinelli, in­viatogli dal Bentinck con missione esploratrice, non dissimulava i suoi sentimenti sull'Italia: Quanto all'Italia disse il Murat stringendo fortemente il braccio al OatineHi, che gli si era dichia­rato Italiano e desideroso di veder l'Inghilterra alleata con Napoli, cui spettava di servir di protezione a tutta la penisola quanto all'Italia, questa nazione meriterebbe certamente una sorte migliore di quella che le prepara l'Austria. Non vi sarebbe che l'Inghil­terra che potrebbe impedire il male che certamente vi farà. Io amo molto gl'Italiani. 13ssi sono stati la prima nazione del mondo e potrebbero ancora riprendere il loro rango .* Disgraziatamente per il povero Gioacchino, l'Inghilterra, pur Cominciando a sentire fin. da allora esser del suo interesse che l'Italia divenisse una e indipendente, era ancora nella sua maggioranza troppo acciecata dall'odio contro tuttociò che sapeva di napoleonico per poter farsi sostegno d?un napoleoni de sul trono di Napoli, quantunque a lei amico -sì dichiarasse I
Eppure, anche dopo che il trattato con l'Austria fu ratificato per quanto fòsse rivale e in istato di guerra col Viceré, Gioac­chino, combattuto sempre fra rimorsi, timori e speranze, s'adope­rava per parte sua di scongiurare in ogni modo- il conflitto fra­tricida fra le sue schiere e le franco-italiche e di ottenere in ogni
1 PEPE GUGLIELMO, Marnate inforno allo, ma vita, eoo., Parigi, Baudry,
* WJSIL, JSìtgéne et Murai, Tomo TV;- p. 173, Il Catinella nel rapporto ch'ebbe poi a- scrìvere al Beutinolc non. potò tacere ohe la condotta dogli Alleati verso l'Italia era ira peccato, ohe, come la spartizione della Polonia, avrebbe costato ben caro all'Europa} sarebbe oocorsa una ventina d'anni d'espiazione. Gli af­fati d'Italia sono incamminati il peggio possibile . E lini col biasimar fran­camente la mala amministrazione anstriaoa e la condotta etjuivoofl. dello po­tenze verso il Re di Napoli. Pp. 182-183. Vedi anohe: ClÀTunsLM, Studi ulto quentioue italiana, Bruxelles, 1869.