Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE ; TROYA CARLO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI ; S
anno
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1928
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pagina
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585
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<Hi àmiei torfatoti M Ùwrlio Troya, p
comparar* le mie ultime pagine eolia, lezione dello Hclopig,, -voi ve* direte che imi esentiamo assai sulla condizione tlé persone, sui Onifiiet ete. etàk-S !olMe eert'nltija quesMone maggiore in che forse dissentiamo anche pifiv, Lo Sclopis è àMCo; ma:, più giovane, pio eradito. massime in cose legali; ma i; M, :ovlfe. studiare piti questo soggetto. !Ét liongobardi e <li tutta la storia de5 secoìli VITI e IX. Ed è appunto questo mio; avere Spillato tali secoli, molta meno di Voi, ma niwlito più ilie ninno altro. marni solo Torinese "un* forse feiilauo. .tjufesè? appunto che il lai accostarmi a voi ed eii-trare nelle vostre ragioni più di qnalunqnc altro Torinese, od Ita-Bàno;, Ammira tori della vostra era dizione sono tutti al par di me? ma quanto a capirvi gM ve l'ho (feèo.v non vi capisco intima-mente nemmeno io pedo che gli altri vi capiscano anche meno. Perciò è -ehe quanto più siete persuaso della verità e della utilità delle vostre dottrine, tanto più non solo per voi. ma per l'obbligo .die .ogni studioso contrae di essere utile co7 suoi studi, voi dovrete, anzi voi dovere assolutamente od affrettare le vostre pubblicazioni, o iarne (tei iu modo da essere pubblicato) un sunto) siiffòeiieute per essere capito, e conteso se occorre. Io parlo in causa propria; e se avete caro Meramente; che io continui., voi dogete gtiibfeìicare.;. la causa mia non è diversa da quella, x0 Intoni studii Italiani, e deL l'I Ma- i-njiera. Del resto* eco nuova/ ragione poiché avete la fortuna d'aver conosciuto anteriormente, e d'essere osca irieonoseiiito da Gregorio XVI. E quasi fehljil 1W per scriverei gran Grei gorio XVI, se non avessi verso. ;flii voi stesso il timore di ItàggF dn-latòréi! ÌBia il vero Ile questi papi, e questa corte di Roma, così vilipesa da certuni, ha ancora in corpo più vigore che non hanno la maggior parte dei principi d'Europa. Io mi vanto d'avere iiEEitto nella storia mia, primia dlel 1831, che in Itala dMùnquè sa avvolse contro i Papi fu sempre vicinò' ;av perire. Ecco: il 1831 conferma il mio dire. Sarò fortunatissimo se mettete il mio nome e me ai piedi di tal principe, e di tal pontefice. Ma lasciamo star me, uomo non di poca fede, ma di poche forze oramai. Torno a voi, e vorrei combattere quel vostro scrupolo di non fhibblicqòfc a Eoma per non jiarer iscrivere sotto tal influenza. Ohe importano queste apparente aj;pi?essó ai gindiei buoni, e imparzMii? E appresso agli altri, ere' cìetene uno sperimentato in molte cose diverse, i giudici parziali 'troveranno: sempre modo di assalirvi per qualche verso, e per esempio non potendo dire che voi pubblicate in Roma, diranno che voi avete scritto in. efyft, Ifàjj avete forza, voi avete voluto 'voi avete: