Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE ; TROYA CARLO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI ; S
anno
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1928
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pagina
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588
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5fi8 Wxfcù.rùnì Zagariu,
A'questa pretesa del vesgv,o di Torino, Monsv Wvmow'ì, egli non volley isoiitpìiusÉe*- per cui mori colla sola benedizione de! suo confessore. Paco fi non gli vanisse anche ricusata la sepoltura religiosa.
Roma, il t!) Marzo 1834.
js dal mio viaggio di iJapoli nacque:": me stesso un rammarico, fu quello eertamente di èsserini fermato troppo breve tempo* in quella città, per ciò mi fu- tolto di vedere e di aver jpvaitóm con vincilo persone a cui un sentìmemliOr (li oii tanca amicizia mi ba ìàto al primo istante in cui bo Spio la sorte di conoscerle.; Ed io Le etfnfesserò schiettamente Sre1 jke enei'atissiaao, sentire in. me pungentissimo questo rammarico. Eduardo alla persona sua tanto stimabile, tanto a me carissima ; per cui troppo mi duole-di aver tardi solamente eiftègli ultimi giórni della mia dimora in Napoli avuto la fortuna di conoscerla personalmente. Or io non ho mai provato tanto aspramente come iu Napoli il tristo effetto-del viaggiare, il (jualej elètto, consislé ilei sèmpre dire Addio a eaiif si ama. Poiché appena io ÌSfebbi vediuÉa poèhe volte, che appunto fui costretto a dirle Addio, quando più e più vivo in me si faceva il desiderio di viemeglio conoscerla, è- di aver più frequenti éójloquii con Lei, di cui ogni discorso mi faceva sempre più vago di udirla, di cui la tanta cortesia ed affabilità mi invogliavano sempre più di fare acquisto della sua preziosa amicizia. Ma l'età nostra incivilita offre un compenso, anzi un conforto, agli amici nella reciproca lor> lontananza; e questo conforto, oltre a quello immenso di amarsi anche lontani, sta riposto nello scriversi. Or io sono fordinato, Signor Conta, ch'ella m'abbia 'GQnejiP di valermene con Lei, e ap~ punto or voglio valermene per la prima volta a confessarle tutta la profonda venerazione ch'io ho concepito per Lei, e ad offrirle-qual ch'ella sia tutta la mia amicizia,, essendo io per credermi for* tonato quando EUl'a voglia annoverarmi fra gli amici suoi, e, quando-che sia, valersi dei faM miei e dì me come cosa uà. Or mentre io a nome del Cav. di B. Mariano debbo, con la più sjtiètta vmxè-razione salutarla serrai pure piegar Lei, Signor SMlfe eli rammemorarmi presso quei signori die per mzffi) di Lei tu avuto la sorte-di apnoscere in Napoli, e per i quali mi sarà senìpre iratissima la