Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE ; TROYA CARLO ; SANTA ROSA, PIETRO DE ROSSI DI ; S
anno
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1928
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594
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694
Riccardo Zagaria
di crederò che avessi -diritto- di farle perder tempo, 4. oliefe f<* buono, a ringraziarmi d'un dono tanto misero, méntre da lei ne ricevo di così splendidi.
Ma ella vuol dar pregio al mio tenne conto del buon volere, e qui almeno mi ha resa giustizia, poiché se infinitamente dispari iut merito, ben mi pareggio con esso lei in desiderio di offrirle sincera testiti cagione di quella altissima imà in cui tengo la san persona.
Ma poiché In sua dilieatìssinia coscienza le ha cagionato tanti scrupoli, io me ne terrò molto soddisfatto ; poiché, quantunque sappia di quanto valore sia per lei il tempo, pure assicuro a mia par-tìeolar fortuna quel tanto che spese a scrivermi. Io poi non mi sarei creduto die qnl mio lbrccinolo potesse trovar merito ai suoi ocelli ; m-Ella'è-tanto benevola icfe, n fosse che p;e non iseou-f ortare i minimi dal tentai* di far di più, ha creduto potermi flirt*-alcun bene di quella mia scrittura. Ma badi, M ònte <ém le lodi sue sono di tal valore, clic potrò: bene presumerò .ora in poi di aver fatto alcun che, ;M buono, e se mi sarò ingannato pflÉfc colpa di leij le cui lodi e i cui coinfofifiper certo ìiiJh-anM;o lusingato di-màÈfo. l'amor proprio. Al suo optile-Iginio poi non bastò prodigarmi ij suoi 'preziósi suffragi, ma volle ancora elle altri facesse- ijnou viso al mio libro, e questa è un'altra e singolarissima cortesia, di cui la ringrazio, e tanto piò che oltre all'avermi acquistata la benevolenza dell'Egregio Principe d'Ardore, mi ha da procacciai? àiuclie il prezioso dono della sua Tavola d'Amalfi.
Or' io. mi professo a V. B. gratissimo di tanto acquisto, mentre fin d'ora quel Signor principe potrà avermi in conto di suo buon servitore ed ammiratore. IMa poi vuole anche fare di piò per me, da quanto mi scrive, giacché pensa parlaw'Mi ime nella ristampa del
suo Veltro.
Ohe vuol iftajjghMo le dica? sebliene nulla meriti, potrei negare-a me la non piccola fortuna di vederla far menzione onorevole delle cose mÌ!fì?"o:n;i si poco anione per me ch'io possa ricusarmi questo favore ch'Ella mi vuol fare; intanto appena vedrai la luce quel ano stupendo libro del Veltro, ora ri vedrete, mi farò a rileggerlo con tanto amore piò che noi lessi la prima voltai che ancora non mi B-a dato di conoscere personalmente l'egregio e carissimo autòr, e intanto- s'accresce la mia gratitudine per quell'altro volume delle suo storie ch'Ella m'annunzia, e che aspetto con ansietà. Di tutto poi ch'Ella dice di bene di me arguisco volermi "Ella' .confortare a intraprender qualche 'altro lavoro. Tf. ,BT lo, Wt mi vi porrci